Juventus Allegri

In vista del match tra Juventus e Atalanta, Allegri è intervenuto in conferenza stampa per presentare la partita e fare il punto sulla situazione della rosa. Di seguito alcuni estratti del suo intervento: “Siamo in un momento della stagione dove i punti sono molto pesanti. Abbiamo fatto una buona partita col Napoli, ma siamo venuti via senza punti. Domani dobbiamo fare una bella partita e soprattutto fare risultato. Siamo dispiaciuti per aver perso dei punti ultimamente. Ad ora abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati ad iniziato stagione. Adesso dobbiamo cercare di fare il meglio possibile. Scudetto? Non può vincere sempre una squadra sola, la Juventus l’ha fatto per 9 anni. Ora abbiamo iniziato un percorso diverso e più sostenibile”.

Allegri si sofferma poi su alcuni singoli: “McKennie è a disposizione e se sta bene sarà titolare. Alcaraz è fuori, Vlahovic è squalificato e Rabiot torna la prossima settimana. Milik farà molto bene domani e poi è rientrato anche Kean che ci darà molte soluzioni. Yildiz anche sta meglio. È un giocatore giovane, ma molto bravo che farà bene fino alla fine della stagione. I giovani devono rimanere sereni, perché la responsabilità non è loro. Hanno bisogno di trovare un equilibrio per trovare continuità. Sono bravi e bisognerà miscelarli con giocatori di più esperienza”.

Allegri prosegue parlando di come si affronta l’Atalanta: “Ci saranno dei momenti in cui bisognerà andarli a prendere col baricentro alto, mentre in altre situazione dovremo difendere bene dietro la linea della palla. A Napoli abbiamo giocato gli ultimi minuti con Chiesa e Yildiz larghi, ma più che di numeri parlerei di caratteristiche dei giocatori. Domani troveremo un avversario che non sarà stanco. Sarà una gara importante ma non decisiva per il campionato. A livello difensivo dopo Verona e Frosinone ero preoccupato perché sembrava potessimo prendere gol ad ogni azione. Col Napoli non è successo, però dobbiamo migliorare”.

Allegri poi conclude parlando del futuro: “Non mi preoccupano le voci sul mio futuro, non conta il resto ma i risultati da fare sul campo e gli obiettivi che abbiamo. Il resto è secondario. Cambio di Nonge? Non è stato un comportamento diseducativo. In quel momento avevo bisogno di due forti di testa. Inoltre non era il cambio che volevo fare inizialmente, poi però abbiamo preso gol e ho dovuto cambiare strategia”.