La cura Calzona sembra stia facendo bene al Napoli che, sotto la guida del Ct della Nazionale slovena, ha finora ottenuto solo risultati positivi; come il pareggio in Champions League contro al Barcellona e le due vittorie in campionato contro Sassuolo e Juventus.
Con questi due successivi consecutivi gli attuali campioni d’Italia si stanno riavvicinando alla zona Europa rimediando agli errori fatti nei mesi precedenti con le gestioni di Garcia e Mazzarri.
Tuttavia nonostante la vittoria contro la Juventus firmata da un ritrovato Kvaratskhelia e da Giacomo Raspadori.

Tuttavia, nonostante la vittoria della squadra davanti al pubblico del Maradona nel big match della ventisettesima giornata di campionato, sono seguite delle polemiche da presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.
Il patron del club partenopeo ha annunciato prima del fischio d’inizio ha annunciato che non rilascerà più interviste per Dazn, ma parlerà solo ai microfoni di Sky e Rai.
Secondo quanto si apprende dal quotidiano sportivo Tuttosport a fare infuriare il numero uno del club azzurro pare siano state le riprese fatte dalla telecamere di Dazn al momento delle due squadre che scendono dai rispettivi autobus o mentre si trovano negli spogliatoi.

Come riportato da TMW, Aurelio De Laurentiis avrebbe cacciato in malo modo i cameramen, mentre Pierluigi Pardo durante la partita ha annunciato che: “Non vedrete interviste dei tesserati del Napoli in questa diretta perché la società ha deciso di non intervenire ai microfoni di Dazn. Siamo molto dispiaciuti per tutti i nostri spettatori”.
Ma un altro argomento contro cui si scaglia il De Laurentiis sono gli orari delle partite dopo la sosta, come per esempio il match contro l’Atalanta che si disputerà allo stadio Diego Armando Maradona sabato 30 marzo alle 12.30.
Il presidente partenopeo avrebbe chiesto di posticiparla a lunedì per consentire a Scalzona di poter essere presente in panchina, dal momento che sarà impegnato con la Nazionale slovena.
E a tal proposito, lo stesso De Laurentiis ha chiesto a Gravina, in quanto vicepresidente dell’UEFA, una deroga per non far partire il tecnico con la Nazionale, ma la richiesta non è stata accolta.