Il Napoli sta vivendo un momento assai negativo, decisamente il più difficile della ventennale gestione di De Laurentiis. Il clima dalle parti di Castelvoturno, ormai lo sanno anche le pietre, è pesantissimo. In questo scenario nebuloso, tra critiche mai eccessivamente severe mosse ai giocatori, e giustizialismo eccessivo nei confronti delle scelte estive operate dalla proprietà, la squadra ha ripreso gli allenamenti post natalizi, in vista della gara di venerdì contro il Monza.

Un impegno delicato per Mazzarri, che dovrà lavorare con la consapevolezza che molti azzurri, col mercato di riparazione alle porte, potrebbero avere la testa occupata da ben altri pensieri, consapevoli di dovere andare via. Taluni, sicuramente scontenti per il poco spazio avuto, cercheranno altrove continuità e minutaggio smarriti. Altri, invece, per trovare un ingaggio maggiore, cambierebbero volentieri aria, a caccia del contratto della vita.

Una situazione di profondo disagio, aggravata da squalifiche (Politano e Osimhen), nonché infortuni vari e assortiti. Fermo ai box almeno un paio di mesi Natan, causa lussazione alla spalla destra. E’ andata meglio a Lobotka: l’infrazione costale lo terrà solo due o tre settimane lontano dal terreno di gioco.

Senza alternative in regia

Finora l’atteggiamento mostrato da una parte del gruppo, pure condizionato da uno stato di forma nient’affatto ideale, è stato abbastanza superficiale. E’ innegabile tuttavia che al Napoli serva un radicale cambio di rotta. Mazzarri, quindi, deve trovare soluzioni adatte ad invertire il trend negativo, soprassedendo su orientamenti marcatamente aziendalisti. Oggigiorno bisogna preferire la sostanza, magari a scapito di alcuni presunti titolarissimi, davvero troppo lontani dalla loro versione migliore.

Per l’allenatore toscano, dunque, il mantra non può che essere indirizzato al lavoro quotidiano sul campo, funzionale a tenere emotivamente insieme una squadra sull’orlo dell’ennesima crisi di nervi in questo scorcio di stagione. Le scelte di formazione saranno materia delle prossime sedute: urge organizzare tatticamente un centrocampo mai visto. La prima alternativa in regia dovrebbe essere Demme. Ma non si capisce perché quello che sulla carta sembra il più logico tra gli avvicendamenti, il tedesco in luogo del pivote slovacco, anche con la nuova gestione tecnica, venga così apertamente snobbato.

Ergo, la soluzione più probabile rimane l’inserimento di Cajuste, da capire se schierato davanti alla difesa. Oppure in qualità di mezzala, con Anguissa a produrre gioco. Peccato che tanto il “ragazzino” svedese, quanto l’esperto camerunese, abbiano già fatto intravedere di non avere le caratteristiche peculiari per scrivere il manuale del perfetto metodista.

Simeone dimenticato

Se l’obbligo di dover navigare al buio, perdurando l’assenza di Lobotka, priva il Napoli del giocatore capace di garantire equilibrio e certezze in fase di possesso a un gruppo palesemente smarrito, la squalifica di Osimhen, impegnato poi in Coppa d’Africa, non trasmette serenità ad una manovra offensiva che pare aver perso l’orientamento.  

E qui entrano prepotentemente in scena le colpe dell’allenatore, che dovrebbe trasmettere una sensazione di ordine con le sue decisioni. E invece si ostina a mantenere inalterati i principi di gioco, nonostante cambino gli interpreti. Forse un centravanti del calibro di Simeone, che “sente” come pochi la porta, prima di vederla effettivamente inquadrata nel suo mirino, andrebbe ampiamente rivalutato. E non mortificato in fondo alla panchina. A favore di Raspadori.

Nonostante all’ombra del Vesuvio si ostinino a tentare di cambiargli nominalmente ruolo, schierandolo da esterno o addirittura da mezzapunta, Jack resta un attaccante. In grado di posizionarsi alle spalle del centravanti, piuttosto che agire da prima punta. Comunque, una risorsa che innanzitutto ama partecipare al gioco. La sua peculiarità, infatti, sono i movimenti incontro, con cui si abbassa, associandosi ai compagni, per cucire la manovra.

Mentre al Napoli che non tira mai in porta e crea pochissimo negli ultimi sedici metri un finalizzatore come El Cholito servirebbe come il pane…

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