Alex Meret nella vittoria col Verona ha fatto capire come sta, offrendo una prestazione di spessore. In riva all’Adige, infatti, sono emersi tutti i punti di forza dell’Airone azzurro, vera ancora di salvataggio delle incertezze difensive dei Campioni d’Italia.

Reattivo negli interventi ravvicinati. Come ci ricorda quando le lancette del cronometro non hanno compiuto nemmeno un giro, sulla capocciata sotto misura di Dawidowicz.

Esplosivo nelle parate in allungo, come l’autentica prodezza con cui ha strozzato in gola l’esultanza per la (quasi…) rete, sul tocco di punta di Bonazzoli, a metà secondo tempo.

Sempre sicuro nelle uscite alte, anche se non spericolato. Generalmente restio ad avventurarsi lontano dalla linea, costante parametro del suo piazzamento, al Bentegodi invece ha attaccato lo spazio davanti a sé, pur facendo attenzione a non strafare. Pronto a buttarsi nella mischia senza timore di dover contendere traiettorie aeree al gigantesco Durić. Una situazione che ha ulteriormente responsabilizzato Rrahmani e Natan, particolarmente attenti nel proteggerlo quando abbandonava la porta.  

Sembra passata un’era geologica, eppure fino alla scorsa settimana una parte della tifoseria napoletana gli imputava alcune incertezze, figlie della mancata compattezza difensiva degli uomini di Garcia: nessuna papera clamorosa, sia ben inteso. Magari qualche piccola imperfezione tecnica nell’approccio alla parata, da limare attraverso il lavoro quotidiano. L’atteggiamento giusto per tornare a mettere completamente le mani sulla squadra partenopea.  

Forse nessuno si aspettava che il Napoli venisse bersagliato così tanto dalle conclusioni del Verona, nondimeno l’incapacità di proteggersi – a tratti – efficacemente nella fase di non possesso ha reso complicata la domenica del portiere azzurro. Ma contro i gialloblù l’estremo difensore friulano ha dimostrato di essere assai affidabile, in grado di fare la differenza a questi livelli.  

Per quanto talvolta appaia perfino timido, in realtà Meret è perfettamente calato nelle dinamiche del gruppo. Insomma, per lui questa partita rappresenta un ottimo punto di partenza in termini di carisma e ritrovata credibilità, funzionale a far pesare la sua influenza all’interno dello spogliatoio. Nonostante sia lecito che aumenti ancora di più l’asticella della concentrazione, garantendo una maggiore continuità prestativa.

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