genoa roma 4-1

Il Genoa apre ufficialmente la crisi della Roma, surclassata per 4-1 a Marassi dopo una partita di grande intensità da parte di rossoblù al contrario della squadra di Mourinho, il cui approccio lento e poco concentrato ha velocemente indirizzato la partita. Il 3-5-2 di Gilardino, con l’esordio di Matturro sull’esterno di sinistra, mette subito in difficoltà la Roma soffocando le fonti di gioco giallorosse e chiudendo ogni spazio alla coppia Dybala-Lukaku.

Ad aprire il campo è subito Gudmunsson, in serata di grazia, che al 5′ si incunea in area approfittando di una difesa troppo ferma e brucia Rui Patricio. La Roma non reagisce ma trova il pari al primo affondo con Cristante bravo ad inserirsi in area e, ben servito da Spinazzola, superare Martinez con un bel colpo di testa. Il Genoa perde prima Badelj e poi Strootman, mentre la Roma deve arretrare Cristante perché Llorente è costretto a lasciare il campo per un risentimento muscolare. Prima dello scadere del tempo Gudmundsson si accentra dalla sinistra e apre per Thorsby che fa la sponda a Retegui, bravissimo nel controllare la sfera e battere Rui Patricio.

Nella ripresa la Roma cambia pelle con Mourinho che toglie Mancini per dar spazio a Belotti e passare a un inedito 4-3-1-2. I giallorossi producono il massimo sforzo ma non riescono a trovare mai la chiave per pareggiare. Il Genoa è bravo, pur scendendo di intensità, a rimanere compatto senza disunirsi per poi colpire a freddo con Thorsby, bravo a farsi trovare pronto sotto porta e siglare la rete che di fatto chiude la partita. Sul 3-1 Mourinho mette dentro tutti i giocatori offensivi, senza particolare criterio, e la squadra giallorossa, già psicologicamente sfiduciata, perde ogni genere di logica tattica subendo il definitivo 4-1 firmato dal subentrato Junior Messias, al suo esordio con il Genoa.