Raspadori Napoli

35 partite giocate, 6 reti e 5 assist tra campionato e coppa: questo il resoconto della prima stagione di Giacomo Raspadori al Napoli, finita in bellezza con la vittoria dello Scudetto. Il giovane attaccante, spesso in panchina per via della titolarità di Osimhen, ha raccontato il suo primo anno a Napoli e ha parlato della sua carriera. Ecco le sue parole ai microfoni di Cronache di Spogliatoio.

Le parole di Raspadori sulla sua carriera

“Se la mia vita è cambiata, lo devo anche a lui, a Mancini. E a una telefonata: quella con cui Spalletti e Giuntoli mi hanno spiegato perché avrei dovuto firmare con il Napoli. Ho avuto tutta la volontà nel mondo nel prendere questa decisione. Direi che ha pagato. In particolar modo, c’è un momento in cui ho capito che quella scelta era stata giusta al 100%. La settimana successiva alla rete contro la Juventus a Torino al 93’, stavo andando a Castel Volturno per allenarmi. Mentre guidavo, c’era uno striscione che celebrava il mio gol. Mi sono venuti i brividi e mi ha fatto anche uno strano effetto. Siamo una squadra di ragazzi davvero semplici e tutto questo affetto ti mette quasi in soggezione. Quello dei napoletani è un amore a cui non ti abitui. Ti farà sempre effetto ricevere da tuo fratello la foto della mia immagine a giro per la città, o dai miei genitori su WhatsApp uno scatto in cui alcuni tifosi si fanno un selfie con la mia sagoma per le vie del centro”.

Raspadori e la vittoria dello Scudetto del Napoli

“I festeggiamenti sono stati un emblema in giro per l’Italia e per il mondo. È un caso in cui puoi veramente dire: è stata la vittoria di tutti. Non sono mai mancate le motivazioni, neanche quando i punti di vantaggio erano tanti ed è più facile staccare la spina. Spalletti e il gruppo hanno saputo trovare da soli l’energia e lo stimolo per cercare qualcosa in più. Quando hai così tante persone attorno che spingono la squadra, venendo ogni giorno al campo d’allenamento, non puoi abbassare la guardia“.

Una vita completamente stravolta quella di Giacomo Raspadori che in due anni ha vinto un Europeo con la maglia dell’Italia e uno Scudetto con quella del Napoli.

“In poco tempo la mia vita ha accelerato: Europeo, Scudetto, il trasferimento a Napoli. La convivenza. Quest’anno, io ed Elisa, siamo andati a vivere insieme. Siamo in grande sintonia, ognuno ha i suoi compiti e se non vengono rispettati ci sgridiamo ahah! Ma siamo capitati bene, anche a livello di cibo tra Emilia-Romagna e Campania è una lotta all’ultimo piatto. Ogni volta che andiamo al ristorante, qui ti riconoscono, sanno chi sei e ti danno tutto l’amore di Napoli. Dal supermercato allo stadio. Una passione così, nel quotidiano, non esiste da altre parti. Tra una portata e l’altra, oppure al momento del conto, scatta sempre la videochiamata con l’amico o il parente da salutare. Il modo di vivere è diverso, sei immerso. Questo sport, in tante occasioni, ti può fare maturare tantissimo e nel modo giusto”.