Il Sud America è un continente che pullula di talenti incredibili. Da parecchi decenni tanti calciatori sudamericani si abbattono come un ciclone sul calcio europeo. Basti pensare a fuoriclasse sudamericani che hanno lasciato un marchio indelebile sul gioco nel calcio in Europa, una volta approdati nel vecchio continente. Lampante l’esempio di Maradona, reputato il no plus ultra. E poi ci sono innumerevoli brasiliani, tra cui Ronaldinho, Ronaldo, Kakà, Romario, etc…

Ma non sono gli unici sudamericani famosi che hanno sfidato lo status quo europeo. Alfredo Di Stéfano lo ha fatto probabilmente meglio di molti altri. Tanto che spesso gli si attribuisce il merito di essere stato la molla che ha innescato il Calcio Totale.

Orchestratore di gioco, il suo periodo al Real Madrid è il miglior esempio di un giocatore che non solo ha reinventato una posizione in campo, e ha continuato a migliorarla fino alla fine della sua carriera, ma di un fuoriclasse che ha segnato un percorso per tanti coetanei.

Aiutando Los Blancos a vincere, nel 1953/1954, la Liga per la prima volta dal 1933, quando divenne rapidamente l’uomo di punta del Real, la Saeta Rubia ha avuto un ruolo determinante nell’aiutare le Merengues a conquistare cinque Coppe Campioni durante la sua permanenza nella capitale spagnola. Ma non è stato solo il suo bottino di trofei o il suo successo che lo ha visto rivoluzionare il gioco. È stato, naturalmente, il modo in cui ha giocato, che è sicuramente meglio riassunto da Sir Bobby Charlton:

«Di Stefano riceve la palla dal portiere; dice ai terzini cosa fare; ovunque sia in campo è in grado di prendere la palla; si vede la sua influenza su tutto ciò che accade… Non avevo mai visto un calciatore così completo. Era come se avesse messo il suo centro di comando al centro del gioco. Era tanto forte quanto raffinato e intelligente. La combinazione di qualità era ipnotizzante».

Guardando la finale di Coppa Campioni 1960 contro l’Eintracht Francoforte – che il Madrid vinse per 7-3 – si vede chiaramente il modo in cui Alfredo Di Stefano iniziò e terminò una moltitudine di attacchi, arrivando fino in difesa per sradicare la palla dagli avversari e avvicinandosi al portiere per iniziare l’azione. Non c’è da stupirsi, infatti, che la leggenda del Real Madrid, deceduta nel 2014, sia reputato il calciatore più forte della gloriosa storia del Real Madrid non solo dai tifosi più nostalgici.

Tra gli europei che hanno rivoluzionato il calcio non possiamo non pensare a Cruyff. Di Stefano è nato circa un paio di decenni prima rispetto all’ex leggenda dell’Ajax ed è un vero e proprio pioniere. Si può dire che ha portato praticamente dal nulla un modo di giocare rivoluzionario.

Con la certezza che la classe di Di Stefano non verrà mai erosa, i ricordi e i momenti che ci ha regalato rimangono impressi nella nostra mente. Perché è uno dei veri catalizzatori del calcio, contribuendo non solo a plasmare il calcio odierno, ma ha anche ispirato gli altri a seguire le sue orme in modo che questo sport non ristagni o rimanga rigido troppo a lungo.

Vincenzo Di Maso