• Tempo di lettura:3Minuti

Mancano ancora diversi giorni verso il 10 giugno, data della finalissima di Champions League fra Inter e Manchester City. I nerazzurri dovranno in tutti i modi contenere i citizens per cercare di portare a Milano una storica coppa. A consigliare la squadra di Simone Inzaghi ci ha pesnato Karl-Heinz Rummenigge: ecco cos’ha detto in merito l’ex attaccante dell’Inter ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

Le parole di Rummenigge sulla finale fra di Champions fra Inter e City

“Il Manchester City senza dubbio parte come favorito, ma questo è un vantaggio per l’Inter, che non deve assolutamente sentirsi battuta. L’Inter può fare male, e in una partita sola ce la può fare: non dico nemmeno miracolo, ma soltanto vincere. È in grado di riuscirci”. 

Poi continua:

“Già quando era nella fase a gironi, nessuno pensava che l’Inter si qualificasse. Io avevo detto che passava insieme al Bayern, ma lo dicevo per affetto. Tutti puntavano su Bayern e Barcellona. Ma Inzaghi è andato avanti. La squadra non è da sottovalutare, in tutti i reparti è stabile. La difesa è di cemento, a centrocampo corrono e lavorano, sono disposti tutti al sacrificio. In attacco Lautaro è un centravanti da titolo mondiale, Dzeko sempre fresco e Lukaku migliora di partita in partita. L’Inter è una squadra che può far male anche al City”. 

Rummenigge e i consigli all’Inter su come vincere la Champions

“Basterebbe ripetere le due partite con il Milan. Sarebbe la tattica buona. L’Inter c’era, si è chiusa bene. Pur avendo il City un attacco formidabile, con Haaland, Grealish, Foden e tutti gli altri, l’Inter può toglierti il piacere di giocare a pallone: questa sarebbe la strategia giusta. Perché le squadre di Pep seguono lui: è un allenatore a cui piace il calcio bello, se tu glielo togli puoi anche riuscire nell’impresa a sensazione”. 

E su Beppe Marotta dice:

“Ho mandato anche un messaggio al mio amico Beppe Marotta. Secondo me è stato un genio quest’anno, ha dovuto costruire con quattro soldi una squadra che adesso è finalista della Champions League, non è che ha speso una barca di denaro o lo ha avuto a disposizione. Lui è un direttore generale eccezionale, forse oggi l’hanno capito anche a Torino. Quando gestivo il Bayern e lui la Juventus abbiamo fatto tanti affari: è molto serio e intelligente, ma sa valutare il mercato in virtù del fair play, non è uno troppo furbo, nel senso che sappiamo…”.