Una Juventus schizofrenica ma vincente quella vista questa sera allo Stadium contro la Sampdoria. In una partita che sembrava già indirizzata dopo mezz’ora grazie ai gol di Bremer e Rabiot, la squadra di Allegri spegne completamente la luce e subisce la rimonta in 60 secondi. Alla fine sono i cambi a rivoltare il tutto, con gli ingressi di Cuadrado e Locatelli determinanti ai fini della vittoria. Rabiot toglie le castagne dal fuoco e Soulé chiude i giochi. In mezzo l’errore dal dischetto di Dusan Vlahovic che conferma il suo periodo di crisi, nervosa più che tecnica. Vittoria fondamentale per la Juve che vola in settima posizione a -4 dall’Atalanta in zona Europa League. Per la Sampdoria poco da dire: il cuore c’è stato, per il resto troppa la differenza tecnica con gli avversari.

PRIMO TEMPO CON QUATTRO GOL

Senza Chiesa e Di Maria, Allegri sceglie Miretti dietro a Vlahovic. In mezzo sorpresa Barrenechea ed ennesima bocciatura per Paredes. A destra gioca De Sciglio. Stankovic è coraggioso, mettendo due trequartisti come Djuricic e Leris alle spalle di Gabbiadini. Nel primo tempo succede di tutto, non tanto in termini di spettacolo quanto a livello di gol. I padroni di casa fanno la partita ma la Samp è ben messa in campo e prova a verticalizzare subito una volta riconquistata palla. La prima vera occasione, infatti, è per i blucerchiati con Gabbiadini lanciato in porta da Gunter ma il suo sinistro è troppo strozzato e termina fuori. Momento concitante per gli ospiti che ci riprovano tre minuti più tardi: Bremer si addormenta, gli scippano il pallone e Gabbiadini calcia da fuori trovando le braccia di Perin.

Dopo un atteggiamento di grande passività della Juventus, arriva il vantaggio al 12′ sugli sviluppi di corner: cross di Kostic (11° assist stagionale) e incornata di Bremer. I bianconeri prendono coraggio, spinti anche dall’esuberanza dei giovani, con Miretti e Fagioli attivissimi nel fare gioco. I ritmi non sono altissimi, la partita va a vampate. Al 25′ la Juve raddoppia: Miretti disegna un capolavoro sulla testa di Rabiot che la sbatte all’angolo siglando il 2-0. Partita indirizzata? Macché. Dopo il doppio vantaggio, nella Juventus si riaccendono i fantasmi di black out di inizio stagione. La Sampdoria in 60 secondi piazza prima un montante e poi un gancio pareggiando la partita e gelando lo Stadium. Ci pensa prima Augello e poi Djuricic su una grande iniziativa a destra di Zanoli.

Da quel momento la partita si ribalta, con la Juventus visibilmente scossa dall’uno-due e che non riesce più a fare gioco, andando in difficoltà mentale. La Sampdoria prova a sfruttare il momento e crea un paio di presupposti pericolosi senza fare male. Una schizofrenica Juve va al riposo sul 2-2.

CUADRADO E LOCATELLI CAMBIANO IL SECONDO TEMPO

Allegri butta dentro Cuadrado e Locatelli per Bonucci e Barrenechea. Una mossa semplicemente azzeccata perché l’intraprendenza del colombiano sulla destra e il dinamismo dell’ex Sassuolo ridanno vitalità alla Juve. E’ proprio Locatelli il grande protagonista iniziale quando al 49′ sporca verso Turk un cross velleitario di Kostic che per poco non sorprendeva tutti. I primi 15 minuti, nel complesso, sono statici, con la Juve che prova a prendere ritmo e cercare di più Vlahovic. Dal 60′ in poi è quasi un dominio bianconero, per atletismo, voglia di andare a segnare e, non da meno, qualità dei singoli.

La Samp, in compenso, prova a limitare le scorribande. Cuadrado ci prova dalla distanza al 63′ ma il suo tiro termina alto. Un apporto clamoroso del colombiano a destra che destabilizza anche Augello. Due minuti più tardi arriva il tanto ricercato 3-2 con Rabiot, il quale inizia e chiude l’azione con un sinistro volante all’angolo. Doppietta per il francese che conferma il suo straordinario miglioramento di questa stagione. Passano tre minuti e un’altra sgasata di Cuadrado porta ad un calcio di rigore sacrosanto per fallo commesso da Augello. Sulla palla va Vlahovic che calcia fortissimo ma sul palo, continuando il suo digiuno dal gol. Il serbo spreca così il 4-2 e tiene la partita apertissima.

Il classe 2000 non demorde, cercando redenzione. Ci prova da lontano col sinistro per scatenare tutta la rabbia del mondo ma non c’entra lo specchio. Ancora lui al 77′ calcia a botta sicura da dentro l’area ma trova l’opposizione di Amione. Non è la sua serata. Nella Juve entra anche Soulé che dimostra grande personalità, andando a calciare un paio di volte e seminando il panico centralmente. La Sampdoria, nonostante il risultato, non dà mai la sensazione di crederci e allora a 90esimo inoltrato arriva il 4-2 che chiude i conti: Kostic pennella dentro, Vlahovic va in cielo e di testa colpisce la traversa, sulla seconda arriva Soulé che mette dentro, sigla il suo primo gol in Serie A e regala i tre punti alla Juventus.

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