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La clamorosa sconfitta interna dell’Inter contro l’Empoli porta il nome di Milan Skriniar. Come salta in mente a un calciatore a far parlare il proprio agente mentre lui gioca titolare, tra l’altro facendosi anche espellere? Lo slovacco ha mancato di rispetto alla società nerazzurra e ai suoi tifosi, rendendosi protagonista di una pessima prestazione.

Va premesso che la partita di ieri dovrebbe essere ininfluente ai fini del campionato. Lo scudetto è andato da tempo, ammesso che i nerazzurri siano mai stati in bagarre. Stante la penalizzazione della Juve e la pochezza di quelle che stanno dietro, è utopistico pensare a un’Inter fuori dalle prime quattro posizioni. Ciò non toglie che Skriniar ha sbagliato con l’Inter e che la società nerazzurra ha sbagliato con il calciatore.

Chiaramente quella di Caressa era un’iperbole. Il telecronista non lo ha paragonato a Baschirotto, ma voleva intendere che non stiamo certo al cospetto di un Walter Samuel. Straordinario nell’uno contro uno grazie a un fisico esplosivo e statuario, Skriniar palesa spesso limiti posizionali e decisionali.

La follia della società è stata quella di non averlo venduto nel post Conte. Probabilmente la società sarebbe riuscita a trattenere Hakimi un altro anno. E la differenza tra il marocchino e Dumfries è a dir poco abissale. Perché questa scelta? E, in subordine, perché non vendere l’ex Sampdoria l’estate scorsa? Interrogativi a cui non avremo risposta.

Lo stesso Marotta ha enormi responsabilità. L’agente ha goffamente affermato che è stata l’Inter ad aver offerto il suo assistito al PSG. Sbugiardato dal tecnico dei parigini Galtier, il quale ha dichiarato che i negoziati con il calciatore vanno avanti da tempo. Marotta ha impegnato oltre 50 milioni per il duo Gosens-Correa. Ha lasciato partire Hakimi e ha tenuto uno Skriniar scontento.

Questa estate Marotta avrebbe potuto sacrificare lo slovacco per migliorare altri reparti. D’altronde certe cifre erano irripetibili. Anche qualora Skriniar andasse via in questa sessione di mercato. Una gestione che lascia interdetti, soprattutto quando a fare mercato c’è un operatore tanto decantato…