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John Elkann, ad di Exor, rompe il silenzio e lo fa con un’intervista ai giornali della sua Gedi in occasione del ventennale della scomparsa di Gianni Agnelli, suo nonno. 

Nella lunga intervista Elkann ha parlato della delicata situazione della Juventus dopo la penalizzazione inflitta dalla procura federale. Ecco i passaggi più importanti delle sue dichiarazioni. 

LA SENTENZA- 

Finora la dirigenza bianconera, a parte le parole del nuovo dg Scanavino, non aveva commentato apertamente la sentenza di venerdì 20 gennaio che ha dichiarato solo la Juve colpevole nel caso Plusvalenze. Oggi Elkann sceglie di farlo con queste parole: 

L’ingiustizia di questa sentenza è evidente, in molti l’hanno rilevato, anche non di fede bianconera. Noi ci difenderemo con fermezza per tutelare l’interesse dei tifosi della Juventus e di tutti quelli che amano il calcio. C’è in gioco il futuro della Serie A che sta diventando marginale e irrilevante. La Juve è la squadra italiana più amata e seguita: rappresenta il nostro calcio nazionale”.

L’AVVOCATO SAREBBE ORGOGLIOSO DELLA JUVE OGGI?

Gianni Agnelli, nonno di John Elkann, morì il 24 gennaio del 2003 dopo aver dedicato la sua vita alla Fiat e al suo grande amore: la Juventus. 

Spesso in questi giorni si sentono i nostalgici dire “ah se ci fosse stato l’Avvocato” e quindi al nipote è d’obbligo rivolgere questa domanda. 

Sì lo sarebbe. In questi 100 anni di vita insieme abbiamo attraversato un periodo di grandi soddisfazioni e di grandi difficoltà: negli ultimi 20 anni la Juventus ha vinto 11 scudetti sul campo, 6 supercoppe italiane, 5 coppe Italia, più i successi delle Women. Il titolo mondiale del 2006 e l’europeo del ’21 sono stati vinti da una Nazionale con forte dorsale bianconera. E con la vittoria quest’anno dell’Argentina la Juve è la squadra con più giocatori che hanno conquistato un titolo mondiale”.

FUTURO DEL CLUB- 

Spero che insieme alle altre squadre e al governo possiamo cambiare il calcio nel nostro Paese, per costruire un futuro sostenibile e ambizioso. La Juventus non è il problema ma è e sarà sempre parte della soluzione”.

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