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Dopo 46 anni il Toro torna a vincere a Firenze. Un successo pesantissimo che lo proietta a ridosso della zona Europa. La squadra granata chiude il girone d’andata a 26 punti (uno in più rispetto alla scorsa stagione). Non male considerando anche il rammarico per aver racimolato solo due punti nelle tre partite precedenti contro Verona, Salernitana e Spezia. Mai come quest’anno il Torino ha la possibilità di credere ad una qualificazione europea attraverso il campionato o la Coppa Italia.

A scanso di equivoci in questo pezzo non elencherò i motivi che condurranno il Torino in Europa ma semplicemente fornirò quelle che a mio personalissimo parere sono le 5 ragioni che dovrebbero portare la squadra granata a credere in questo obiettivo.

1- Mercato di gennaio. Sognare già quest’anno la Conference League? Io voglio che la squadra cresca. L’obiettivo della società è alzare il livello ma questo si fa acquistando giocatori, rinnovando quelli che sono in scadenza nel 2023 e 2024 e così si costruisce un’ossatura importante’. Queste le parole di Ivan Juric nel post partita di Fiorentina-Torino. Il tecnico granata ha sempre sottolineato la necessità di aumentare la qualità della rosa. A tal proposito la dirigenza nei prossimi giorni dovrebbe chiudere 2/3 operazioni in entrata. In arrivo un centrocampista di piede mancino, Hien bloccato per giugno. E non è finita qui. Arriveranno anche una punta e probabilmente un esterno. Poi su input di Juric la dirigenza interverrà sui rinnovi e i riscatti dei cartellini dei giocatori in prestito con diritto di riscatto. Il messaggio dell’allenatore è stato chiaro: serve programmare per costruire un sistema che possa durare nel tempo.

2- La voglia di Juric e un tesoro da difendere. Re Mida Juric. Il tecnico granata è il vero totem del progetto Toro. Enormi sono i meriti del tecnico croato. In un anno e mezzo è riuscito a dare un’identità precisa alla squadra, ha dato solidità difensiva, personalità, ha valorizzato giovani e rivalutato giocatori che sembravano persi alla causa. Un patrimonio tecnico ma pure di grande valore umano. Deve migliorare sicuramente nei cambi, nella gestione dei minuti finali e trovare più soluzioni contro squadre chiuse ed arroccate in difesa.

3- Motivazioni. Destarono stupore e preoccupazione le dichiarazioni del tecnico croato in merito alla mancanza di obiettivi. Il passaggio del turno in Coppa Italia ai danni del Milan, i 15 punti di penalizzazione affibbiati alla Juventus in campionato, sommati ad un livello mediocre del torneo in corso, rilanciano le ambizioni, gli obiettivi e le motivazioni dei granata. Strettamente legate all’empatia che il gruppo ha saputo costruire con Juric è il fattore legato all’orgoglio di tecnico e giocatori ma soprattutto ai nuovi orizzonti che si stanno prospettando. Questo Toro può mettere nel mirino l’obiettivo ottavo posto che potrebbe rivelarsi utile per la Conference League e cercare di arrivare in fondo alla Coppa Italia.

4- Il gruppo. La vera forza del Toro è il gruppo coeso che Juric ha saputo costruire. Ragazzi che stanno bene insieme, amici oltre che colleghi. Il Toro vince e perde compattandosi nei momenti più critici e complessi, tutti remano dalla stessa parte.

5- Potenziale da scoprire. Il Toro ha ancora tanto potenziale da scoprire. Pellegri, Seck, Adopo, Zima, Ilkhan, Gineitis, senza contare Ricci, Singo, Buongiorno che sono già titolari.  Giovani da valorizzare e da responsabilizzare: le speranze del Toro di Juric passano anche dalla linea verde.