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Dalle stelle alle stalle. Dopo l’exploit di San Siro il Toro incappa in una brutta sconfitta casalinga al Grande Torino contro lo Spezia al termine di una prestazione a dir poco sconcertante. Un Toro sulle gambe, senza idee, senza carattere. E questa volta non si possono nascondere gli errori commessi da Juric. Dalla lettura delle formazioni era facilmente interpretabile: praticamente la stessa squadra di Milano. Il Milan il giorno prima aveva faticato tantissimo contro il Lecce (e i rossoneri hanno una rosa numericamente e qualitativamente non paragonabile a quella del Torino) e avrebbe dovuto essere un monito per cambiare qualche interprete.

Il gioco del Toro si basa molto sul pressing alto, recupero palla, aggressione feroce delle seconde palle. Per essere efficace ha bisogno che gli interpreti siano fisicamente al top. E il Toro non ha la qualità per ovviare alla mancanza di agonismo. Domenica la squadra di Juric era molle, ha perso tutti i contrasti, non ha mai recuperato velocemente la palla e non ha mai cercato l’accelerazione o lo spunto per saltare l’uomo. Dopo la buona prestazione del Meazza non era giusto ed opportuno dare un’occasione a Seck, Adopo, Bayeye e Zima? Avrebbero quantomeno portato freschezza atletica considerato le 3 partite giocate in 7 giorni.

Quando è il Torino a fare la partita è cronica la difficoltà a costruire gioco, scardinare difese chiuse e organizzate e mettere gli attaccanti in condizione di fare gol. Ormai le squadre medio/piccole hanno capito che è meglio aspettare e colpire in contropiede. Qui Juric dovrebbe inventarsi qualcosa. Calciare più da fuori, portare alla conclusione esterni e centrocampisti, essere più incisivi sulle palle inattive. Nella crescita della squadra, in un anno e mezzo, i meriti di Juric sono evidenti ed ampiamente riconosciuti da tutti. E’ riuscito a dare un’identità alla squadra e a recuperare giocatori che sembravano ormai persi. Ma negli ultimi tempi sembra aver smarrito quel coraggio e quell’entusiasmo che l’anno scorso lo aveva contraddistinto. Anche a livello mediatico ultimamente si è espresso in modo contraddittorio. Pretende lo stadio pieno, critica i tifosi che non riempono lo stadio e parla subito dopo di 10° posto come ‘Scudetto’ del Toro. Si sente inferiore al Bologna e sullo stesso livello dello Spezia. Diciamo quantomeno discutibile il modo di motivare i suoi giocatori.

L’umore del tifo granata si può dividere tra chi accusa la proprietà di non aver rafforzato la squadra in estate e chi comincia ad accusare Juric per le sue dichiarazioni e per come fa giocare la squadra. Quelli che vengono messi meno in discussione sono proprio i calciatori. E’ come se si capisse che più di tanto non possono dare. Al netto ovviamento di una rosa corta e incompleta. E qui le responsabilità della società sono gravi ed oggettive. Qual è il progetto del Toro? Qual è stata la prospettiva dell’ultimo calciomercato? Belotti, Pobega, Mandragora non sono stati sostituiti. Punto. Il resto è pulviscolo mentale. Siamo a metà gennaio, il Toro ha bisogno di rinforzi ma continua a perdere giocatori (gli ultimi in ordine cronologico, Lazaro e Lukic) ed è ancora fermo sul mercato. Un enorme peccato: i punti non vanno buttati via così.