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Stasera ore 20.45 il calcio italiano si ferma per 90 minuti: Napoli-Juventus, appuntamento con la storia. In palio, come al solito, tre punti, ma non banali. Azzurri e bianconeri arrivano al crash-test da sliding doors in due momenti opposti: la squadra di Spalletti non ha ancora ritrovato lo smalto di inizio stagione, dando la sensazione di andare una marcia inferiore rispetto a quanto ci aveva abituato, la Juventus si presenta all’appuntamento di gala nelle migliori condizioni mentali e fisiche, forte degli otto successi in fila senza subire gol.

Sarà una partita di filosofie opposte, il giochismo di Spalletti contro il risultatismo di Max Allegri. Due modi di giocare che dividono da anni il mondo calciofilo, che ormai non sa più da che parte stare. E, francamente, questa diatriba di opposizioni ha stancato, non si fa altro che suscitare una polemica inutile contestando le idee degli allenatori (vero Bobo TV?). Sperando che si rivelerà uno spot meraviglioso, corretto e bello calcisticamente per il nostro paese, Napoli-Juventus si giocano una buonissima fetta del loro futuro in ottica Scudetto.

Allegri l’ha definita una partita “più importante per loro che per noi”, Spalletti ha subito replicato al troll del tecnico livornese smascherando le sue vere intenzioni: mettere tutta la pressione sul Napoli, un tipo di tattica che ha giocato contro ai campani negli ultimi anni quando arrivava il momento di mettere l’ombrellino nel long drink. Dal famoso Scudetto perso in albergo alla caduta viscerale l’anno scorso nei mesi di novembre e dicembre, come capita spesso alle squadre di Spalletti, fino al “suicidio” sportivo di due stagioni fa all’ultima giornata in quella partita contro il Verona che ha regalato alla Juve l’ultimo slot per la Champions.

UN CAMUFFAMENTO CHE NON SERVE

Insomma, la battaglia è già partita a distanza nella comunicazione, tra due personaggi iconici e mastri intenditori di fronte alle telecamere. Questo camuffamento che Allegri vuol far passare di una squadra, la sua squadra vincitrice in passato di 5 Scudetti consecutivi, che ha l’obiettivo di stare nelle prime quattro, quando è seconda in classifica, col primo monte ingaggi della Serie A e con campioni a destra e manca non serve a nulla. “Teniamo il profilo basso”, “Spalletti è più bravo di me”, “sono allenatore per sbaglio”, “la partita non l’abbiamo ancora preparata”, tutte frasi enunciate dal livornese alla vigilia per un motivo apparentemente futile.

Che messaggio voleva far passare? Deresponsabilizzare i giocatori? Mettere solo pressione al Napoli? Una risposta la scopriremo stasera in base al tipo di prestazione della squadra, la quale in vista di un evento simile le dovrà essere trasmessa la giusta carica emotiva in un Maradona sold-out e che si prepara a trasformarsi in una sorta di Bombonera italiana. Allegri dice in ogni maledetta conferenza di inizio stagione che “alla Juventus bisogna vincere”; ecco, allora fare giochini di parole per destabilizzare l’avversario (semai fosse stata questa la volontà) non trova un senso logico.

Ad accorgersene subito è stato Luciano Spalletti, affermando: “Capisco che per Allegri sia conveniente camuffarsi da comprimari, ma per una Juve sempre piena di campioni non ci si può nascondere dal ruolo di favorita. Certi investimenti si ripagano con la vittoria dello scudetto e della Champions. Inutile mettersi il cappello o la barba finta, il quarto posto non li soddisfa.

JUVE, TRE PUNTI PER RIBALTARE TUTTO

Chi se lo sarebbe immaginato tre mesi fa, visto il disastro di inizio stagione, che la Juventus si sarebbe giocata la sfida contro il Napoli in ottica Scudetto? Nessuno, probabilmente neanche gli stessi giocatori. I bianconeri hanno molto più da perdere dei partenopei, per un motivo molto semplice: se il Napoli si inginocchia, rimane comunque primo a più 4 dalla Juve. Con una mazzata psicologica, certo, ma sempre in vetta solitaria. Se la Signora tradisce nel male, invece, scivola a -10, e allora sì che il tricolore verrebbe indirizzato in terra campana, che a quel punto avrebbe la meglio nell’ennesimo scontro diretto della stagione, tranne per l’Inter.

Vedremo che sfida ne verrà fuori. Se prevarrà anche quel senso di paura nel perdere e le due squadre si annulleranno con un pareggio che, in fin dei conti, non sarebbe neanche così da buttare. Per il Napoli, però, l’aria che si respira è quella della stagione giusta per rompere una maledizione e non c’è modo migliore per iniziare la cavalcata del nuovo anno battendo i rivali di sempre. Per la Juventus, il classico appuntamento per dimostrare a tutti chi è la squadra più vincente dello Stivale, sovvertendo il pronostico.

Dalla qualità del palleggio del Napoli passeranno le giocate di un Kvara non al meglio di condizione e di un Osimhen trascinatore. Dalla solidità difensiva e concretezza della Juventus passerà la leadership di Danilo e la gestione dei cambi di Allegri. Da noi spettatori passerà l’atto di guardare quello che si preannuncia uno spettacolo iniziato già alla vigilia. Divertiamoci.

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