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Non è un buon momento per il Tottenham di Antonio Conte, reduce da una pesante sconfitta interna contro l’Aston Villa e da due risultati positivi nelle ultime cinque gare. A far discutere sono state le parole forti usate a margine della sconfitta contro i Villans quando ha chiesto rinforzi “da 70-80 milioni” per raggiungere l’obiettivo minimo di entrare in Champions League in un campionato difficile come la Premier League.

Il messaggio di Conte è arrivato forte e chiaro alla dirigenza e al presidente Levy che, ad onor del vero, ha tentato in tutti i modi di accontentare il tecnico spendendo oltre 150 milioni da quando Paratici e l’ex allenatore di Italia, Juventus, Chelsea ed Inter sono arrivati a Londra per portare un trofeo nella bacheca, semivuota, degli Spurs.

Intervenuto alla vigilia della delicata gara con il Crystal Palace, il tecnico leccese ha mostrato il solito piglio battagliero, ironizzando sul suo inglese con sarcasmo: “Devo studiare di più l’inglese, a volte torno a casa e me ne rendo conto. Non riesco a farmi capire bene”.

Per la stampa il tema è sempre lo stesso, Conte e Tottenham avanti insieme?

Nonostante la delicata trasferta, a tenere banco sono state le nubi sul suo futuro, che resta incerto con il contratto che lo lega al Tottenham fino a giugno del 2023:

“Dico sempre che sono felice qui. Lo dico dall’inizio, è difficile per me ripetere ogni volta la stessa cosa. Ho un buon rapporto con tutto l’ambiente. C’è un progetto e io ricordo sempre quale è. Il mio futuro è un problema tra me e la dirigenza – ha tuonato l’ex Inter -. C’è un progetto e io l’ho firmato per cercare di costruire col club qualcosa. Poi nel percorso possono accadere mille cose”

L’ennesimo messaggio di Antonio Conte alla sua dirigenza è stato inviato, senza neanche girare intorno al problema del Tottenham che vede le dirette concorrenti rinforzarsi a suon di milioni (Enzo Fernandez al Chelsea o Cody Gakpo al Liverpool gli ultimi clamorosi esempi) con gli Spurs che secondo il loro tecnico sono inevitabilmente destinati a perdere terreno.

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