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L’Argentina è Campione del Mondo dopo una partita, vinta ai rigori contro la Francia, che entra di diritto nel novero delle gare più belle della lunga storia del Mondiale. Un 3-3 deciso ai rigori al termine di 120 minuti di incredibile intensità, con le due Nazionali trascinate dalla medesima forza di volontà e due fuoriclasse, Messi e Mbappé, che hanno dimostrato ancora una volta di andare oltre ogni confine di logica calcistica. Dominio Albiceleste, riscossa francese nel finale, ancora i due marziani a emozionare nei supplementari prima della lotteria dei rigore dove è salito in cattedra il “solito” Emiliano Martinez e ha consegnato la Coppa del Mondo alla squadra di Scaloni.

Furia Argentina, primo tempo soffocante nel segno di Di Maria

Scaloni recupera Di Maria e, per farlo convivere con Julian Alvarez, lo decentra sulla sinistra dove di fatto mette a ferro e fuoco la difesa dei Bleus. Il “Fideo”, uomo delle finali, è tarantolato sin dalle prime battute ma è l’Argentina tutta a schiacciare il centrocampo francese, troppo passivo e schiacciato, forse impaurito dall’oscillazione di Messi che ripiega spesso a supporto del centrocampo per poi cercare l’inserimento o ispirare i compagni. Proprio da una sterzata di Di Maria sul fronte destro della difesa dei transalpini nasce il rigore che sblocca la partita: l’argentino sfugge alla marcatura di Dembele che lo stende al momento dell’ingresso in area. Rigore netto che Messi realizza, arrivando a sei gol nel Mondiale proprio nel minuto in cui supera il nostro Paolo Maldini come giocatore con più minuti giocati ai Mondiali.

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L’Argentina vola sulle ali dell’entusiasmo approfittando di una Francia che non reagisce, stordita dalla grande intensità di Enzo Fernandez, Mac Allister e De Paul, la cui connessione con Messi è continua ed efficace. La Pulce cerca lo spunto personale, poi dopo un’azione di abbacinante bellezza l’Albiceleste, iniziata proprio dalla pulce, Di Maria raccoglie una rasoiata di Mac Allister e con il mancino batte Lloris. Deschamps corre ai ripari e, per accentrare Mbappé troppo isolato, non aspetta neanche la fine del primo tempo: fuori Giroud e lo stordito Dembele per far spazio alla dinamicità di Thuram e alla freschezza di Kolo Muani.

Scaloni sceglie di controllare, Mbappé rimette in carreggiata la Francia

Lo spartito del secondo tempo è pressoché identico alla prima frazione, con l’Argentina che soffoca le fonti di gioco, Tchouameni su tutti e di fatto domina la scena pur non riuscendo ad impensierire Lloris se non con un mancino di Julian Alvarez che costringe il portiere ad allungarsi. Deschamps cerca di scuotere la squadra per cercare di equilibrare la differenza di intensità in mediana e inserisce Camavinga al posto di Theo, oltre a Coman al posto di un impalpabile Griezmann.

Il centrocampista del Real è benzina perché, dopo l’uscita di Di Maria, l’Argentina vede il traguardo e abbassa la guardia. Ne approfitta Mbappé che, dopo 80 minuti in naftalina, in centoventi secondi fa capire perché è un marziano. L’attaccante del PSG realizza con lucidità il rigore che riapre la disputa, provocato da Otamendi con un intervento scomposto su Kolo Muani. Un minuto dopo il fenomeno compie l’impresa di rimettere in pari il risultato: Coman porta via palla nei pressi del centrocampo, e trova il numero dieci transalpino che, scambiata palla con Kolo Muani al limite dell’area, calcia al volo in diagonale trovando l’angolo basso alla sinistra di Emiliano Martinez.

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La gara si stravolge all’improvviso: l’Argentina accusa il colpo e si allunga dando campo alle ripartenze dei campioni del mondo in carica che si rendono pericolosi a più riprese con Martinez chiamato a salvare il risultato nel finale su l’ennesima rasoiata di Mbappé. Messi cerca di scuotere i suoi ma il suo mancino potentissimo dopo la solita serpentina dalla sinistra viene smanacciata in angolo da Lloris.

Ancora Messi ai supplementari, Mbappé risponde

I supplementari vivono di fiammate, con le due squadre esauste e scosse da un extra-time inaspettato. La sensazione è che una fiammata possa decidere una gara senza esclusione di colpi e così Messi si mette in proprio allo scadere dei primi 15′ tagliando la difesa transalpina come una lama e servendo poi Lautaro, murato da Upamecano al momento di calciare. Lo stesso attaccante dell’Inter non è lesto, pochi minuti dopo, a sorprendere Lloris lanciato in profondità calciando a lato.

L’Argentina parte forte nel secondo tempo e dopo tre minuti chi se non Messi mette la firma sul 3-2, avventandosi sulla respinta disperata del portiere transalpino su un potentissimo destro di Lautaro Martinez. La Pulce esulta, il check del VAR è infinito, ma alla fine è tutto regolare. Mbappé non ci sta, la Francia si riversa ancora avanti ottiene un altro rigore su un fallo di mano di Montiel: il centravanti realizza il 3-3 su rigore e continua la sfida a distanza con la Pulce. Non c’è tregua, la gara è bellissima e Kolo Muani ha sui piedi il pallone del clamoroso KO ma Emiliano Martinez è sontuoso opponendosi in uscita disperata.

Rigori: sale in cattedra Martinez, l’Argentina è campione!

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I rigori regalano ancora emozioni: sale in cattedra Emiliano Martinez che neutralizza un rigore e poi costringe Tchouameni a calciare a lato. Da parte dell’Argentina Messi, Dybala, Paredes e alla fine Montiel sono chirurgici. L’Argentina ha la meglio, Messi sale nell’olimpo dei campioni iridati e si consegna alla leggenda, l’Argentina è, per la terza volta nella sua storia, Campione del Mondo.