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Doveva essere la partita della redenzione per la talentuosa Serbia dei vari Milinkovic-Savic, Vlahovic, Mitrovic e Tadic ed invece la Svizzera, grazie alla sua compattezza, ha vinto lo spareggio 3-2 lo spareggio per andare agli ottavi sfruttando il grande punto debole degli slavi, cioè le amnesie difensive. Gara pirotecnica tra due squadre che non si amano per storia e che non hanno fatto nulla per nasconderlo, dando vita a più di una rissa all’interno di una partita tiratissima.

Serbia ad assetto offensivo, che cambia un titolare rispetto alla gara col Camerun, inserendo Vlahovic al posto di Maksimovic, con Mitrovic che si abbassa sulla trequarti e lascia il posto di centravanti al giocatore della Juventus, imbastendo un inedito e quanto mai sbilanciato 3-4-2-1. La Svizzera cambia tre titolari invece, di cui due nel reparto arretrato: fuori il portiere Sommer, Elvedi e Rieder e dentro Kobel, Schaer e Shaqiri.

Svizzera cinica e attenta, solita Serbia sbilanciata nel primo tempo

Gli elvetici fanno capire subito di voler sfruttare il fianco debole della Nazionale di Stojkovic che può far male ogni volta che è in possesso di palla ma allo stesso tempo è tremendamente fragile nel pacchetto arretrato. Il pressing di Shaqiri e compagni è forsennato ma i rossocrociati tremano al 10′ quando Zivkovic dalla distanza fa tremare il palo, con Mitrovic sorpreso sul rimpallo e incapace di ribattere in rete. Lo squillo sveglia la Svizzera che passa. Sow raccoglie un rasoterra di Ricardo Rodriguez e appoggia per Shaqiri, che defilato sulla destra tira di prima intenzione: la conclusione, sporcata da un avversario, si insacca alla sinistra del portiere serbo.

La reazione avversaria è frenetica e il pareggio arriva dopo appena sei minuti con Mitrovic, che corre incontro al pallone su un cross dalla sinistra di Tadic, e gira di testa sul secondo palo, con un lieve salto. Sulle ali dell’entusiasmo arriva anche il sorpasso che sa di qualificazione da parte di Vlahovic, che pur a mezzo servizio timbra il cartellino: il centravanti della Juventus di sinistro riesce a trovare l’angolo lontano, incrociando e tenendo il pallone rasoterra.

La Svizzera non si scompone pur essendo virtualmente fuori dalla competizione iridata e torna ad accelerare e ad un minuto dal termine del primo tempo, complice il tentativo della Serbia di abbassare il ritmo per chiudere il primo tempo in vantaggio, trova nuovamente il pari con Embolo, bravo a massimizzare un servizio di Widmer per poi fulminare Vanja Milinkovic-Savic, complice una difesa serba impreparata.

Freuler segna subito, Stojkovic sbaglia i cambi

Nella ripresa gli allenatori cambiano poco e la Svizzera mette la freccia definitiva dopo una manciata di minuti grazie a Freuler, ultimo terminale di una splendida azione corale partita da Shaqiri, rifinita dal tacco di Vargas e capitalizzata dall’ex giocatore dell’Atalanta. Gli elvetici dopo il gol questa volta si equilibrano e compattano la squadra, andando vicino al 4-2 con Embolo, impreciso sotto porta.

Stojkovic tenta di trovare soluzioni ma togliendo Tadic e Milinkovic-Savic (che la prende malissimo togliendosi la maglietta in panchina) perde imprevedibilità pur dando maggiore logica e meno trazione offensiva alla sua Nazionale. Il gol del Camerun contro il Brasile risveglia la Svizzera nel finale, alla quale basterebbe un gol per arrivare prima nel girone, ma Fasshacht nel finale non riesce nell’impresa.

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