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Aveva un’unica missione il Belgio per poter qualificarsi: battere la Croazia. 90 minuti dopo la Nazionale di Martinez non ha centrato l’obiettivo, salutando il Mondiale con uno 0-0 amaro ma tutto sommato meritato per quello che si è visto nelle tre partite del girone. Una partita dai due volti: un primo tempo soporifero e povero di occasioni, un secondo in cui è successo di tutto. Perché se da una parte la Croazia ha dovuto fare i conti col portiere più forte al mondo, dall’altra il Belgio deve recriminare le occasioni sciupate da Romelu Lukaku, visibilmente in affanno fisico ma autore di errori imperdonabili sottoporta che non hanno permesso al Belgio di vincere. Un pareggio giusto che, a conti fatti, fa esultare Modric e compagnia.

PRIMO TEMPO NOIOSO

Dalic si affida ai migliori: Livaya con Kramaric in attacco. Centrocampo coi tre moschettieri, Brozovic, Modric e Kovacic. Martinez tiene in panchina Lukaku non al meglio, chance per Mertens dal 1′ con Trossard. Il primo tempo è buono solamente per chi soffre di insonnia, anche se i primi minuti regalano diversi squilli. Parte forte la Croazia con Perisic che va subito alla conclusione. Poi sale in cattedra il Belgio che si aggrappa alle accelerazioni di Ferreira Carrasco, straripante sulla sinistra. Al nono minuto l’esterno dell’Atletico va al tiro, respinto da un avversario. Ancora lui due minuti più tardi impegna Livakovic sull’assist di Mertens.

De Bruyne è un fantasma e allora il Belgio non esiste in campo. Tantissimi lanci in avanti, poche idee, possesso sterile. Al 15′ Taylor concede rigore ai croati per fallo di Carrasco su Kramaric: il VAR richiama l’arbitro il quale decide di punire un fuorigioco di Lovren prima che avvenisse il contatto in area. Penalty rimosso. La mezzora successiva è mortifera, non succede nulla, con i croati messi meglio tatticamente e un Belgio incapace di creare azioni.

SECONDO TEMPO SPUMEGGIANTE

La seconda frazione si apre con un dominio della Nazionale di Dalic, che in poco meno di cinque minuti assalta la porta di Courtois. Ci provano Kovacic, Brozovic e poi Modric ma in tutte e tre le occasioni il portiere del Real Madrid risponde presente. Martinez fa entrare Lukaku per dare più peso all’attacco. In effetti le occasioni per il Belgio arrivano, ma sarà proprio il centravanti dell’Inter a sprecarle, alcune clamorose. All’ora di gioco Big Rom colpisce il palo a porta praticamente sguarnita, il solo Gvardiol gli oscurava la visuale di tiro.

De Bruyne comincia a giocare e inventa un paio di giocate che testimoniano il perché sia il centrocampista più forte del mondo. Cross dalla sinistra, Livakovic esce a vuoto spalancando la porta per la testa di Lukaku, il quale mette alto. La palla, in compenso, era uscita sul cross di KDB. La partita è molto più bella, con le due squadre che non si risparmiano sul piano fisico. Modric è commovente; 37 anni e non sentirli per un giocatore totale e di una qualità fuori categoria. Gvardiol comanda la difesa mentre Perisic ha come sempre sei polmoni. La Croazia comincia a gestire ma ha un’occasione gigante con Juranovic, che davanti al portiere opta per crossare sprecando tutto.

A tre dalla fine è sempre Lukaku il protagonista in negativo per il Belgio. Prima il classe ’93 non riesce a correggere in porta un passaggio di Meunier, poi da zero metri, su un buco di Livakovic, colpisce di pancia in maniera goffissima non riuscendo ancora segnare. E’ il preludio al fischio finale. Il Belgio conclude questo Mondiale deludente in terza posizione, salutandolo già ai gironi. Nazionale a fine ciclo e che ha dimostrato ben poco rispetto alla sua enorme qualità sulla carta. Croazia che termina seconda alle spalle del Marocco e dimostra di essere, al contrario, una squadra vera, con un centrocampo stellare e con altre individualità interessanti. Potrà essere una mina vagante dagli ottavi.

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