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Oltre alle clamorose sconfitte di Argentina e Germania, in questo Mondiale sta facendo molto discutere anche l’utilizzo dei minuti di recupero al termine delle frazioni di gioco.

In queste prime giornate di Mondiale, non può essere passata inosservata l’anomala gestione dei minuti di recupero concessi nei tempi regolamentari. Situazioni molto delicate, con maxi recuperi e prolungamenti di essi. Quello che stiamo vedendo a Qatar 2022 potrebbe trasformare l’intera linea del calcio internazionale. Nelle ultime edizioni il campionato del mondo ha prima integrato l’utilizzo del Var (Video Assistant Referee) nel 2018 ed ora la nuova direttiva sui minuti di recupero.

In Italia e nel calcio internazionale, questa “anomalia” potrebbe diventare un’abitudine. Infatti sembra che dalla ripresa del campionato fissata al 4 gennaio, si potrà vedere sui nostri campi esattamente quello che sta accadendo al Mondiale. Come ad esempio i 13 minuti di recupero giocati al termine del secondo tempo nel match tra Inghilterra ed Iran, sommati ai 14 dati nel primo tempo, arrivando in totale a ben 27 minuti di recupero. Situazioni analoghe anche in Stati Uniti-Galles dove al 90° i minuti di recupero sono stati 9, Argentina-Arabia Saudita dove si è persino giocato fino al 104°.

La posizione di Collina, presidente dell’IFAB

Poi, ovviamente, non tutte le gare hanno ricevuto tempi di recupero fuori dal normale, come accaduto in Qatar-Ecuador dove Orsato si è limitato a dare 5’+5’. Con queste situazioni che si creano, Pierluigi Collina, presidente dell’IFAB e quindi dell’organo che controlla e gestisce il regolamento, ha iniziato a parlare di una possibilità riguardo l’introduzione del tempo effettivo, così da poter far giocare tutte le partite con lo stesso minutaggio.

Lo stesso Collina qualche giorno fa era stato chiaro sui tempi di recupero da adottare a Qatar ‘22:

Pierluigi Collina durante la conferenza inaugurale di Qatar 2022

«Abbiamo raccomandato ai nostri arbitri di essere molto precisi nel calcolare il tempo da aggiungere alla fine di ogni tempo per compensare quello perso a causa di uno specifico tipo di incidente. Quello che vogliamo evitare è che una partita duri 42, 43, 44, 45 minuti di gioco attivo. Questo è inaccettabile. Immaginiamo che in un tempo ci siano 2 o 3 gol segnati, quindi è facile perdere 3, 4, 5 minuti solo per i festeggiamenti. E questo tempo va compensato alla fine».

Siamo forse vicini ad una nuova era del calcio, che avrà come imperativo un minutaggio equo di partita in partita ed un tempo effettivo di gioco rispetto a quello a cui siamo sempre stati abituati. Un evento di portata globale, come il Mondiale di Qatar 2022 può essere davvero l’inizio dell’ennesima rivoluzione calcistica.

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