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E’ successo qualcosa di clamoroso, impronosticabile al Lusail Iconic Stadium. Il debutto dell’Argentina al Mondiale è un horror senza precedenti perché la Nazionale di Scaloni si deve piegare ad un’Arabia Saudita che ha meritato di vincere. L’Albiceleste perde in rimonta per 2-1, approcciando bene la partita ma sedendosi sugli allori dopo il vantaggio su rigore di Messi. Squadra leziosa quella sudamericana, che sottovaluta l’avversario, si vede annullare tre gol per fuorigioco ma alla fine non crea troppe azioni da gol considerando il dislivello tecnico.

A prevalere è un’Arabia indomabile, che corre il doppio, va ad un ritmo più alto e soprattutto ci crede fino alla fine. Sono otto minuti ad inizio secondo tempo che condannano l’Argentina alla resa, con due gol subiti in maniera rocambolesca a fotografia di una squadra che non è tornata in campo. L’arrembaggio finale non basta per tornare a galla: prova preoccupante dal punto di vista caratteriale per la squadra di Scaloni, sorniona e leziosissima. Considerate le ambizioni della Nazionale Albiceleste, questa partita può ridimensionare tutto. Ora serve vincere contro Messico e Polonia per evitare la catastrofe.

IL FUORIGIOCO BLOCCA L’ARGENTINA, L’ARABIA E’ VIVA: IL PRIMO TEMPO

Scaloni si presenta con un 4-2-3-1 a forte stampo offensivo: Di Maria, Messi e il Papu Gomez sorreggono Lautaro Martinez. De Paul con Paredes a centrocampo. Il primo tempo è un monologo di possesso palla Albiceleste, che però non riesce a dare i suoi frutti visto che ben 3 gol vengono annullati per fuorigioco. L’Arabia dimostra di essere viva, intraprendente e coraggiosa: gli asiatici non hanno paura di attaccare e provano a limitare la manovra di costruzione dell’Argentina, a volte compassata, altre frenetica per cercare l’imbucata. La partita si sblocca dopo 10 minuti, quando una trattenuta su Paredes viene punita con il calcio di rigore: dal dischetto si presenta Messi che spiazza il portiere avversario.

L’Arabia rimane cortissima con la linea difensiva, proprio per mettere in fuorigioco gli attaccanti avversari. Idea che funziona alla grande visto che per ben due volte Lautaro viene fermato per offside. La squadra di Renard dimostra egregiamente di non essere la classica comparsata del Mondiale, facendo un primo tempo gagliardo anche se privo di tiri nello specchio.

SECONDO TEMPO ASSURDO

Il secondo tempo si apre in maniera assurda. L’Argentina non torna con la testa dagli spogliatoi e in otto minuti subisce rimonta e sorpasso. Prima con Al Shehri che brucia Romero in velocità e con un sinistro in diagonale batte Martinez, poi con un destro a giro favoloso di Al-Dawsari. Da lì in poi esplode un entusiasmo clamoroso tra le fila arabiche, con la partita che si fa sempre più sporca e l’Argentina che prova a caricare a testa bassa. Dybala non entra perché non al meglio, prova a suonare la carica Julian Alvarez subentrato ma le sue conclusioni non fanno male. L’Arabia difende con la linea altissima, una squadra compatta in 20 metri, con il portiere che a volte si trasforma in un libero per chiudere le verticalizzazioni avversarie.

La squadra di Scaloni è priva di idee, frastornata, con un Messi impalpabile e un Di Maria che si accende solamente nel finale. Il muro arabico regge, nonostante Tagliafico si divori clamorosamente il pareggio. Ci prova sempre Julian con un colpo di testa ma senza riuscire a fare 2-2. Bellissimi da vedere i giocatori di Renard che si aiutano a vicenda, difendono in trincea quasi a metà campo e che danno l’anima pur di portarsi a casa la vittoria. Alla fine è un tripudio, con l’Argentina messa al tappeto e che vede complicarsi di tanto il passaggio del turno considerando la prestazione e che ci sono Messico e Polonia, avversari a questo punto temibili visto il risultato di oggi.

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