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La Juventus chiude il ciclo di partite pre-sosta con sei vittorie consecutive e altrettanti clean sheet. Alzi la mano chi si aspettava un mese e mezzo fa che i bianconeri chiudessero in terza posizione prima del Mondiale? Probabilmente nessuno. Neanche lo spogliatoio stesso era fiducioso di fare un filotto del genere in cui la Juve ha ritrovato DNA vincente, piacere a difendere ed equilibrio mentale nei 90. Come di consueto, andiamo a vedere chi sono stati i migliori e i peggiori tra le fila bianconere.

SZCZESNY 6.5: i numeri parlano chiaro, 576 minuti di imbattibilità (90 ne ha fatti Perin a Verona) che testimoniano quanto la Juventus abbia ripreso il senso del gusto a difendere. Contro la Lazio è uno spettatore non pagante fino al 90′, quando Felipe Anderson lo sveglia con una bomba da fuori. Tek vola e risponde presente. Sicurezza.

GATTI 6.5: partire con un giallo dopo 20 minuti avrebbe influenzato chiunque. E invece lui continua per la sua strada, chiudendo bene le trame e venendo apprezzato per qualche sventagliata sulla sinistra. Tecnicamente, nel breve, deve migliorare ma a livello di attenzione è cresciuto tantissimo. Il futuro è suo.

BREMER 7: quando lui gioca nel suo ruolo la Juve è un’altra cosa in difesa. Accorcia in avanti, copre porzioni di campo gigantesche, tiene la linea alta. Commovente.

DANILO 7: in una parola, leader. Ha un intelligenza calcistica fuori dal comune, legge alla perfezione ogni palla, tecnicamente verticalizza e garantisce un’uscita pulita nella costruzione dal basso. Con lui e Bremer la difesa della Juventus è impenetrabile.

CUADRADO 6: come al solito, parte a stento. Un paio di disattenzioni, alcune scelte sbagliate. Poi, come molte delle volte gli capita, si sveglia e cresce nelle chiusure, specie su Pedro. Lo spagnolo prova ad infilarlo alle spalle ma lui recupera molto bene. Senza Mondiale, avrà tempo di ricaricare le batterie.

FAGIOLI 6.5: prova nettamente più granitica e determinata rispetto a Verona. Quando tocca il pallone sprizza qualità pura dai piedi. Gioca di suola e garantisce indole alla manovra. Il lavoro di inserimento glielo toglie Rabiot, il classe 2001 si “limita” a dare una soluzione a Locatelli in costruzione. Corre tantissimo e calcia anche da fuori che per un attimo non spaventava Provedel. Più che scoperta, una conferma.

LOCATELLI 7: diamo a Loca quel che è di Loca. Partita sontuosa dell’ex Sassuolo. Gioca a uno-due tocchi, proprio come piace ad Allegri e cambia continuamente gioco sia su Kostic che su Cuadrado. E’ lui che innesca il serbo nel gol del 2-0. Dà dinamismo al centrocampo e testimonia una condizione super. (Dal minuto 84 Paredes SV).

RABIOT 7: l’assist di prima a Kean è una delizia. Fisicamente dimostra di essere il migliore assieme a Kostic. Rispetto al giocatore ammirato fino alla stagione scorsa sembra la copia ma in versione “deluxe”. Una crescita esponenziale per il francese, bravo Allegri a difenderlo e crederci sempre nelle sue qualità.

KOSTIC 7: che motore ragazzi. La Juventus ha trovato in estate il giocatore perfetto che coniugasse pericolosità e cross dalla sinistra. Dopo un inizio timido di stagione, il serbo si è sciolto e col mancino fa quello che vuole. Lo stop orientato e il tiro prima che Kean facesse 2-0 è da rifarsi gli occhi. Quinto a sinistra è il suo ruolo ideale. Esce per infortunio. (Dal 64° Chiesa 7: entra con la solita voglia di spaccare il mondo. Da quinto di sinistra, sempre con quella dose di sacrificio in difesa, può essere una scoperta. Assist perfetto a Milik).

KEAN 8: sono 4 gol nelle ultime 5. Il segreto secondo Allegri sono i 5 chili che ha perso in estate. Insomma, il classe 2000, sempre criticato (anche dal sottoscritto), risponde presente e ripaga la fiducia di Max. I gol pesanti devono cominciare ad essere contati: Verona, Lazio, con l’Empoli è lui che apre le marcature. Non far rimpiangere Vlahovic era la missione, Kean l’ha decisamente superata. Bravo. (Dal 62° Di Maria 6: la testa è più al Mondiale e si vede. Si limita a gestire la palla).

MILIK 6.5: Per 89 minuti è quasi un fantasma. Fisicamente è scarico, per poco non faceva venire giù lo stadio con quella giocata di palleggio e sinistro a giro. Poi Chiesa gli serve su un piatto d’argento la palla del 3-0 e lui mette il punto esclamativo.

ALLEGRI 7: dopo le bordate di critiche e di #Allegriout, è giusto dare a Max ciò che è di Max. E quindi applausi. Ripartire in una situazione delicatissima in cui sembrava avere lo spogliatoio contro non era semplice, lui con la solita calma ne viene fuori da cavaliere. Sei vittorie di fila tra cui con Inter e Lazio, classifica totalmente ribaltata e adesso si può guardare il Napoli. Si merita un ‘bravo’.