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La Juventus vince a Verona grazie al gol di Moise Kean al 60′. Una partita sporca, non bella esteticamente, in cui ha prevalso il fattore agonistico rispetto a quello meramente tecnico. Per i bianconeri si tratta della quinta vittoria consecutiva senza subire gol, per il Verona della nona sconfitta di fila. Una gara che ha riservato tante polemiche per un rigore non concesso agli scaligeri per un braccio largo di Danilo in area. Intanto, andiamo a vedere chi sono stati i migliori e i peggiori nella Juve.

PERIN 6: parate di rilievo non ne deve fare. Festeggia i 30 anni con una vittoria e senza subire gol. Affidabilissimo ormai.

DANILO 6.5: altra prestazione di grande livello. La difesa della Juve è messa alla dura prova dagli attacchi del Verona. Lui, come sempre, ne esce vincitore. Anticipa provvidenzialmente Djuric nel primo tempo che avrebbe calciato a botta sicura verso la porta. Molto contestato il suo intervento di braccio in area che “per regolamento” non è stato punito.

BONUCCI 6: insomma….sbavature non ne fa, sia chiaro. Rischia tantissimo su Verdi tanto che Di Bello punisce inizialmente il fallo con il penalty, salvo poi revocarlo al VAR. Si becca un giallo dopo cinque minuti che però non lo influenza più di tanto. In costruzione è troppo lento e sbaglia tante verticali. Compitino.

BREMER 6.5: suggella la convocazione con il Brasile con un’altra prestazione di livello. Da braccetto si vede che fa un po’ più di fatica, soprattutto quando deve far uscire la palla visto che tecnicamente lascia a desiderare. Quando si tratta di metterci il corpo, beh, lui di certo non si tira indietro.

CUADRADO 5.5: parte in sofferenza contro un Doig che è un martello sulla sua corsia. Alla lunga cresce ma spinge pochissimo rispetto a Kostic dall’altra parte. Giusto un paio di fiammate ma niente di più. Quando entra Lazovic i pericoli aumentano dalla sua parte e Allegri giustamente lo toglie. Dawidowicz lo perdona dopo che il colombiano se lo perde in marcatura. (dal 79° Alex Sandro 5: allora, il rosso è anche quasi obbligatorio da prendere visto che Lasagna stava andando in porta. Il problema è che la sua gara era iniziata 10 minuti prima. Un giallo e un rosso in così poco non è ammissibile. Entra in ciabatte sul prato del Bentegodi. Horror).

FAGIOLI 5.5: passo indietro per Nicolò. Rispetto a Lecce e Inter in cui era stato decisivo, probabilmente Fagioli paga un po’ di sufficienza nelle giocate, perdendo qualche pallone di troppo e sbagliando diverse scelte. La terza consecutiva da titolare, per uno che non era mai abituato, si è fatta sentire. (dal 63° Miretti 6: dà un po’ più di dinamismo al centrocampo, che era quello che voleva Allegri. Un paio di tocchi raffinati per non far mancare la qualità).

RABIOT 6.5: continua il momento magico del cavallone Rabiot. Dopo un primo tempo evanescente, inizia a mille il secondo servendo l’assist del gol vittoria a Kean. Fisicamente è nel suo momento migliore.

LOCATELLI 6: oscurato dalla pressione del Verona, fatica a prendere le redini del centrocampo tecnicamente. Deve tergiversare continuamente davanti alla difesa per crearsi uno spazio, facendo tanta fatica. Quando capisce che deve metterci la lotta più che il piede, lui fa sentire la presenza. Anche lui fisicamente sta bene. (dal 63° Paredes 6: non si fa vedere tantissimo ma il fisico non lo fa mancare).

KOSTIC 6: rispetto all’Inter non è decisivo, in compenso non fa mai mancare l’apporto in termini di corsa. Quando crossa deve capire che prima deve alzare la testa per vedere chi c’è dentro, a volte si perde a speculare sul fare traversoni a caso anche quando non serve. Se lima questo suo difetto, è perfetto.

MILIK 5.5: la sensazione è che abbia bisogno di una partita di riposo. Già con l’Inter era stato insufficiente, col Verona si ripete. Gli va dato il merito di aver innescato Rabiot nell’azione del gol ma nei 90 fa troppo poco per incidere. Certo, coi giocatori del Verona che lo seguivano anche negli spogliatoi non era facile.

KEAN 7.5: un desaparecido fino al 60′. Poi il guizzo, complice anche un paio di deviazioni che battono Montipò. Una prestazione orribile viene colmata e ribaltata con il gol che vale la partita. Contava quello, quello è stato. Decisivo. (dal 69° Di Maria 6: si vede che non è al meglio. Entra per mettere la palla in banca in fase di palleggio. Dimostra una tranquillità fuori dal comune. Col Mondiale alle porte, non vuole strafare).

ALLEGRI 6: la sua squadra vince, e questo è ciò che voleva. Sulla qualità di gioco, però, non ci siamo. Contro un Verona arrembante, i bianconeri hanno fatto fatica a creare azioni da rete. La solidità difensiva e la capacità di saper soffrire le ha ritrovate, ma questo basta per uscire da una crisi? La sfida con la Lazio diventa decisiva per capire le reali ambizioni della sua squadra.

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