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Del Piero è l’unico per cui avrei fatto follie. Dopo una sfida di Champions fra il Manchester e la Juventus in cui aveva fatto ammattire mezza difesa, Ryan Giggs e Gary Neville vennero da me e mi chiesero di acquistarlo a tutti i costi, perché uno così ci avrebbe fatto vincere tutto per decenni. Così contattai la dirigenza bianconera e l’agente del ragazzo. Rifiutò ancor prima di ascoltare la mia proposta dicendomi che la Juventus era il miglior posto in cui stare e che anche se rispettava il Manchester United non avrebbe mai potuto tradire i colori bianconeri. Peccato, perché non ho mai più visto uno come lui. Campione dentro e fuori dal campo, l’ho corteggiato anche nei giorni successivi alla vittoria dell’Italia al Mondiale. In quel periodo su di lui c’era anche il Real Madrid e date le vicende che coinvolgevano la Juventus immaginai che fra noi dello United e i galacticos ci sarebbe stata un’asta per aggiudicarselo. Così lo chiamai direttamente evitando di parlare con la Juventus: “Alex, vorrei averti allo United” gli dissi. “Sarai la stella della squadra e insieme vinceremo tutto. Non ascoltare il Real Madrid e vieni qui”. Lui rise e rispose: “Mister, lei lo sa che non è cambiato niente da tanti anni fa. La Juventus è in difficoltà e ho il dovere di aiutarla. Non posso essere vigliacco”. Pensai sarebbe stato inutile continuare, lo salutai e non lo risentii più. Nel 2008, in occasione di una amichevole, lo rividi e lui mi salutò con un abbraccio. Non parlava bene inglese, ma si scusò per aver rifiutato l’offerta spiegando il perché lo aveva fatto. Gli misi una mano sulla spalla e lo rassicurai: “Volevi salvare la Juventus e ce l’hai fatta. Conta solo questo”. Quando qualcuno mi chiederà di menzionare il calciatore che ho sempre voluto e che non ho mai potuto allenare io risponderò: Alex Del Piero“.

Parole e musica di Sir Alex Ferguson