L’Inter era chiamata a rimanere in scia al Milan. La Juve aveva solo la vittoria come risultato, sia per risalire la china sia per superare i nerazzurri in classifica. Allegri ha puntato su Fagioli e Miretti a centrocampo, Inzaghi ha scelto Acerbi per sostituire Bastoni. Dopo un primo tempo dove l’Inter ha fatto decisamente meglio, la ripresa è stata diversa, con la Juve che ha segnato due gol portando a casa una vittoria che sembrava insperata.

Dopo appena 4 minuti di gioco i nerazzurri sono andati vicini al gol con Lautaro. Il Toro ha raccolto una sponda ma ha svirgolato di sinistro. Qualche minuto dopo Calhanoglu ha impegnato Szscesny con una battuta da distanza siderale. Inter che ha tenuto alto il baricentro nella prima frazione di gioco. Padroni di casa che invece hanno provato a fare possesso palla.

Bremer ha poi provato a imitare Giroud con una bella estirada. Esito diverso, anche perché il cross è stato leggermente troppo lungo. Brivido poi per la difesa bianconera. Angolo di Dimarco, movimento di Lautaro, con spizzata sul primo palo e Dzeko che non è riuscito a deviare verso la porta. Qualche minuto dopo la mezzora c’è stata un’altra occasione favorevole per i nerazzurri ma Dumfries ha tirato male, ignorando Dimarco.

Dopo un movimento sbagliato, Gleison Bremer ha fatto tremare il tifo bianconero. Il brasiliano ha poi provato a rimanere in campo. Dumfries ha poi commesso un altro errore in fase offensiva. Splendido passaggio di Lautaro ed errore dell’olandese, arrivato totalmente scoordinato davanti al portiere avversario.

Un bel tiro di Acerbi, deviato da Alex Sandro, è stata l’ultima vera occasione del primo tempo. Una prima frazione di gioco condotta dai nerazzurri in termini di gioco, ma conclusasi sullo 0-0. Quando il gol dell’Inter sembrava nell’aria, è arrivato quello della Juve. Fulmine a ciel sereno per i nerazzurri: grande sortita offensiva di Kostic, passaggio arretrato per Rabiot e piattone splendido del francese.

Il gol ha cambiato l’inerzia della gara. Gli uomini di Allegri hanno preso coraggio e hanno tenuto decisamente meglio il campo. Danilo ha raddoppiato ma il VAR ha annullato per un tocco di braccio. Lautaro ha avuto l’occasionissima per pareggiare, ma è stato ipnotizzato da Szscesny.

A meno di 10 dal termine azione sulla fascia di Kostic e palla arrivata a Fagioli. 2-0 e gara in cassaforte per i bianconeri. Il giovane prodotto del vivaio non aveva brillato fino a quel momento, ma è annoverabile tra gli eroi della gara. Juve entrata con un piglio diverso nella ripresa. Gioco molto rivedibile nel primo tempo, poi nella ripresa Allegri è tornato in sé, dando le giuste motivazioni a una squadra in difficoltà.

Non si può dire lo stesso per Simone Inzaghi. Inter oggettivamente sfortunata nel primo tempo, ma ha disputato una partita alla Penelope. Una Penelope che corrisponde al nome di Inzaghi. Difesa mal registrata e squadra poco coesa, che si è disunita alle prime difficoltà. Tornando alla Juve, i soli 7 gol subiti, il ritorno prepotente nella ripresa e la capacità di soffrire nei momenti difficili rappresentano un ottimo viatico per il prosieguo.

Obiettivo scudetto molto difficile per entrambe. A livello mentale questa gara è una grossa iniezione di fiducia per i bianconeri. Nerazzurri che possono recriminare solo ed esclusivamente con loro stessi. Vero che è mancato solo il gol nel primo tempo, ma un mea culpa è d’uopo. Quarto posto alla portata, ma serve ritrovare Brozovic e Lukaku al top.