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Il mondo del calcio è un mondo ricco e per questo potente.
Chi detiene potere detta la linea. Chi ha potere economico detta linea politica e finanziaria anche di un intero Paese.

Senza voler far nomi, la Politica mondiale è strapiena di finanzieri prestati alla res pubblica con risultati discutibili, eufemismo. L’Italia non fa eccezione.

In questo il calcio non ammette deroghe. I ricchi le leggi le “aggirano”, quantomeno trovano vie alternative. È stato evidente nel clou della maledetta pandemia.
Il mondo chiuso, gli stadi vuoti, ospedali al collasso ma il pallone rotolava.
Forzature di un sistema, un mercato che non può fermarsi.

Troppi investimenti, troppi ricavi da ritrovare, troppe bocche da “sfamare”.
Dietro Messi sono migliaia le persone dell’indotto, operai da pochi euro che costituiscono troppo spesso l’alibi perfetto.

Il mondo del calcio è ricco e potente e rifiuta ogni intromissione.
Covid? Guerra mondiale a pezzi? Crisi energetica? Usura dei calciatori e campionati oltre oceano?
Dettagli, dettagli e minuzie.
La Fifa ha messo i paletti.
La Politica lasci al mondo del calcio la sua gestione.
Il pallone deve rotolare. Meglio se ospitato da paesi ricchi, meglio se nessun leader politico si intrometta.
Bocche da sfamare chiedono gol, show e business.
Il carrozzone non può fermarsi
The show must go on.

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