haaland liverpool

Parliamoci chiaro, Erling Haaland contro il Liverpool non ha giocato male, tutt’altro, però è rimasto a secco e questa è una notizia. Per fermare un extraterrestre ci vuole un altro extraterrestre, un supereroe “buono” che fermi il cyborg infallibile, come nei migliori film dove il “cattivo” che sembra inarrestabile trova un essere umano che va oltre le sue capacità e alla fine trionfa. Per la Premier League e per i record che, a suon di prestazioni devastanti il norvegese vuole prendere a spallate, c’è ancora una speranza di “normalità”.

Liverpool-Manchester City è stato Pep Guardiola contro Jurgen Klopp come spesso succede. La filosofia dei due tecnici a confronto (e come spesso succede l’ha spuntata il tedesco), ma anche tutto il Liverpool contro il norvegese che, nonostante questo, ha creato una manciata di occasioni nitidissime con la massima collaborazione del suo fido “Robin”, alias Kevin De Bruyne. Se Van Dijk ha faticato terribilmente a contenere lo strapotere fisico, il vero eroe capace di lasciare con la bocca asciutta Haaland porta il nome di Alisson.

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Fonte profilo Twitter ufficiale di Alisson Becker

Haaland e un muro di gomma chiamato Alisson

Il portierone del Liverpool sapeva con chi aveva a che fare: ha risposto colpo su colpo alle fiondate di testa del centravanti. Come nei migliori Holly e Benji la sfida si è trasformata ben presto nel “duello finale” tra il centravanti del City e il portiere brasiliano. Alisson ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che quando c’è da fare sul serio non ha eguali al mondo.

Haaland ha provato in tutti i modi, in un Anfield ribollente, a sbloccare quella che di fatto è la nuova grande rivalità di questo millennio di calcio inglese. Ha tuttavia trovato nell’ex portiere della Roma un degno avversario, capace anch’egli di diventare insuperabile, quasi ultraterreno. La faccia incredula dell’infallibile nordico di fronte alle parate (soprattutto quella a terra nella ripresa) del brasiliano ha esaltato il Liverpool. La beffa per lui è che, dopo una gara di incredibile sofferenza, è stato proprio Alisson a dare il via all’azione che ha dato il gol vittoria di Momo Salah. Un suo rinvio di rara precisione, agevolato da uno stop clamoroso dell’egiziano, ha infatti portato a un ribaltamento di fronte che ha spedito il Faraone davanti a Ederson e a freddarlo. Gioco, partita e incontro Liverpool.

Crisi per il centravanti? Neanche per niente…

Che non si gridi tuttavia alla crisi perché Haaland non è stato annullato, tutt’altro. L’attaccante ha giocato eccome, fulcro dell’attacco dei Citizens e sempre al centro della manovra a prescindere dalle marcature sempre più strette dei difensori Reds. Non è stato trovato nessun “vaccino” alla sua furia e Klopp non ha trovato nessuna formula magica. Il gigante ha semplicemente trovato un suo pari. Un “uomo ragno” che, se in stato di grazia, è capace di parare anche i sospiri degli attaccanti avversari.

Il problema-Haaland è dunque risolto? Tutt’altro, perché purtroppo per le altre squadre di Premier di Alisson Becker ne esiste uno solo. Non vorremmo essere nei panni del portiere del Brighton di De Zerbi, prossimo avversario del City, su cui il norvegese vorrà sfogare la frustrazione di aver passato un sabato da “terrestre”.

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