Dopo il diktat del Barcellona, che contro l’Inter aveva vietato l’ingresso allo stadio a persone che si fossero presentate con la maglietta o la sciarpa della squadra ospite, c’è il rischio che si scateni una pericolosa moda. Una sorta di “dress code” in stile ingresso in discoteca in cui soltanto chi va nel settore ospiti può indossare la maglietta della sua squadra del cuore.

Un’iniziativa discutibile, che ai fini del risultato finale si è rivelata anche inutile, che priva al tifoso la possibilità di vestirsi come meglio crede (a suo rischio e pericolo ovviamente) e che offende anche i tifosi della squadra di casa, ritenuti incapaci dalla società di avere un comportamento civile. Il messaggio che passa è “meglio nascosti, per la vostra sicurezza, che rischiare l’incolumità perché dei nostri tifosi non ci fidiamo”.

Dato che le iniziative stupide hanno l’insana tendenza ad essere seguite, il Bodo/Glimt, la cui tifoseria non è certo famosa per violenza e intolleranza, ha deciso che per la gara contro l’Arsenal nessuno potrà entrare allo stadio con la maglia dei Gunners, eccezion fatta per i tifosi stipati nel settore ospiti. Il comunicato della società, proprio per la natura della squadra e della sua tifoseria, stride con il Fair Play tanto decantato dalla UEFA e dalla FIFA. Una sorta di regressione di trent’anni, a quando cioè il fenomeno hooligans era seriamente un problema:

Ci sono molti tifosi dell’Arsenal in Norvegia – recita il comunicato ufficiale – e molti hanno a cuore sia Glimt che l’Arsenal. Pertanto, riteniamo opportuno ricordarvi che gli effetti dell’Arsenal sono consentiti solo in trasferta. Ciò significa che vi chiederemo di rimuovere sciarpe, berretti, magliette, giacche ecc. se questi hanno il logo dell’Arsenal o simili. Tuttavia, facciamo un’eccezione per le sciarpe da partita o le sciarpe metà e metà poiché questa è diventata una cosa comune negli stadi di tutto il mondo

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