Il punto più basso dell’era Allegri alla Juventus è stato toccato. In Israele i bianconeri subiscono una sorta di Caporetto, venendo dominati e battuti per 2-0 dal Maccabi Haifa, squadra vera e che si era già resa pericolosa a Torino all’andata. Decide la doppietta di Omer Atzili, prima con un colpo di testa e poi con una fucilata di mancino. La Juve non è niente, non scende neanche in campo e non è in grado di reagire emotivamente per andare a riprendere il risultato. Allegri così non può continuare: la sua squadra non lo segue e oggi ne è stata la dimostrazione lampante. Virtualmente gli ottavi sono andati, adesso tocca difendere il primo posto per evitare la figuraccia completa e finire dietro al Maccabi nel girone.

FORMAZIONI E PRIMO TEMPO

Allegri ruota alcuni titolari, con Bremer, Milik e Kostic che partono dalla panchina. 4-3-3 con Cuadrado largo a sinistra, Vlahovic centrale e Di Maria a destra. Rugani affianca Bonucci in difesa. Paredes, Locatelli e McKennie formano il centrocampo. La Juve è un vegetale, non approccia neanche la gara e subisce sin dal primo minuto palleggio e intensità del Maccabi. Dopo 4 minuti un colpo di testa di Pierrot spaventa i bianconeri, che devono inchinarsi tre minuti più tardi al vantaggio di Atzili, il quale salta tutto solo nell’area della Juve e di testa mette all’angolo. Una rete che dimostra quanto la squadra di Allegri non sia scesa in campo, a fotografia di uno spogliatoio spaccato e che non segue da settimane il proprio allenatore.

In campo c’è solo il Maccabi, che sfiora al 12′ il raddoppio con Chery su punizione: la traversa salva i bianconeri. La Juventus non riesce a creare mezza azione da gol, palleggiando esclusivamente in maniera orizzontale e prevedibile. Per non farsi mancare nulla, al 24′ Di Maria scatta in profondità ma è costretto a piantarsi per una fitta al flessore. Cambio forzato per Allegri che butta dentro Milik, tornando al 4-4-2. Di male in peggio, insomma. Gli israeliani continuano a premere sull’acceleratore e al 42′ raddoppiano ancora con Atzili, letteralmente devastante. Il 7 fa partire una fucilata di mancino che non lascia scampo a Szczesny. Juve in ginocchio. L’unica occasione arriva sulla sirena di primo tempo con Vlahovic che di testa impegna per la prima volta Cohen.

LA SECONDA FRAZIONE

Allegri butta subito dentro Kostic e Locatelli per Paredes e McKennie. Qualcosa sembra cambiare: qualche cross in più, un paio di lanci a sfruttare l’ampiezza. Poco altro da segnalare. Di sicuro la Juve ci mette più voglia dal punto di vista caratteriale, sfruttando un angolo con Rugani che impegna Cohen. Da quel momento sono tanti sbadigli, con i padroni di casa che gestiscono ampiamente il 2-0 senza strafare e dosando le energie. Nella Juventus il buio più totale, il nulla cosmico. Neanche lo straccio di un’idea o azione corale. Una squadra senza né capo né coda che adesso, in attesa dell’aritmetica, può salutare mentalmente la Champions League. Allegri è atteso al varco da tifosi e dirigenza. Così non si può andare avanti: urge una soluzione per il bene di tutti.

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