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Una Roma non bella si è fatta beffare dal Betis Siviglia con un gol di Luiz Enrique a due minuti dal termine e, al giro di boa del suo girone, non potrà più sbagliare se vorrà continuare la sua campagna europea. Partita difficile per gli uomini di Mourinho contro la squadra spagnola che mette sul piatto il solito, ipnotico, palleggio “culturale”. I giallorossi, almeno inizialmente ci mettono del loro accettando di giocare ad un ritmo molto basso aspettando di ripartire in contropiede. La soluzione favorisce i piedi raffinati dei centrocampisti iberici che si muovono tra le linee perfettamente orchestrati dalla vecchia volpe Pellegrini.

Il Betis gioca, la Roma sblocca

Il tecnico cileno, vecchia volpe, predilige un palleggio continuo ed estenuante contando sui piedi raffinati di Canales e di Fekir che, dopo aver colpito un legno, si deve fermare per un risentimento muscolare. L’ingresso di Luiz Enrique al suo posto non sembra cambiare lo spartito ed invece la Roma sale di giri gradualmente con Zalewski, subentrato a Celik, che comincia a martellare la fascia destra. I giallorossi trovano il loro sfogo proprio sulla destra dove il polacco di Tivoli spinge forte e affonda. Da uno dei suoi cross arriva la traversa di Zaniolo di controbalzo da pochi passi mentre su un mancino capolavoro di Dybala, il portiere Claudio Bravo è sontuoso nello smanacciare sopra la traversa.

Quando la Roma non spinge e non alza il ritmo il Betis palleggia fino ad arrivare a ridosso dell’area giallorossa ma sono i padroni di casa a sbloccare la gara grazie a un rigore realizzato da Dybala. Lo spartito della gara sembra dare ragione a Mourinho: aspettare, evitare imbucate e ripartire appena possibile sfruttando i tre tenori davanti. A sparigliare le carte, in un momento in cui l’inerzia sembra favorevole alla Roma, arriva la rasoiata di Guido Rodriguez che al 40′ rimette in parità il risultato.

Super Bravo e la beffa nel finale, ora la qualificazione si complica

Il secondo tempo si gioca sulla falsariga del primo: una partita a scacchi dove la Roma lascia in mano il pallino del gioco al Real Betis per poi tentare la ripartenza. La più grande occasione per i giallorossi arriva però con la specialità della casa, i calci d’angolo: da uno di questi, in mischia, Abraham non tocca la sfera ma Cristante si vede respingere il 2-1 a botta sicura da una parata sontuosa di Bravo.

La partita si imbruttisce e le occasioni scarseggiano: ambedue gli allenatori tentano di sparigliare le carte ma i cambi non incidono. Belotti, subentrato ad Abraham, gira a vuoto e Mady Camara non riesce a dare il giusto dinamismo rispetto alla staticità di Cristante. La gara sembra avviata verso il pari ma all’88’ arriva il gol-beffa che complica maledettamente il futuro della Roma in questa competizione: Rodri sfugge sulla destra e pennella un cross per Luiz Henrique che, sfruttando il mismatch con Spinazzola, colpisce di testa inventando una parabola che scavalca Rui Patricio. La ciliegina sulla torta è il rosso a Zaniolo, chiaramente frustrato, per una scalciata a Pezzella a palla distante che viene notata dal guardalinee e sanzionata con la massima pena dall’arbitro.

La Roma, tra una settimana dovrà volare a Siviglia per un “ritorno” che sa già di possibile dentro o fuori. Non dovessero arrivare punti, i giallorossi si troverebbero costretti poi a far punteggio pieno contro Ludogorets e Helsinki, impresa non impossibile, ma dipenderebbero comunque dai risultati del Ludogorets, mentre il Betis è ormai involato verso la prima posizione nel girone.

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