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“Scappati di casa”: con questo appellativo Antonio Cassano ha definito i giocatori del Napoli che “grazie a Maradona” ha vinto il suo primo Scudetto nel 1986. Un’affermazione che ha incendiato l’orgoglio di Renica in primis, che ha minacciato FantAntonio di adire le vie legali. Il talento di Bari Vecchia, piccato, ha replicato confermando la sua tesi anche in diretta nella BoboTV sottoscrivendo la sua affermazione, senza ritrattare.

Il solito Cassano insomma, senza peli sulla lingua, sempre border line e con idee spiattellate a chi gli da voce senza pensare. Il Cassano commentatore dunque riesce nell’arduo compito di essere quasi più controverso di quando giocava. La decontestualizzazione del barese è palese: quel Napoli vinse campionati contro squadre che nella Serie A odierna vincerebbero senza perdere neanche una partita. La Juventus di Platini, il Milan di Sacchi universalmente riconosciuto come una delle squadre più forti ogni epoca, la Samp di Vialli e Mancini e l’Inter dei tedeschi, da Rumenigge a Mattheus.

cassano bruscolotti

La forza di avere il Pibe de Oro era la benzina che incendiava un gruppo validissimo, proprio per la capacità che aveva Diego di trascinare in primis psicologicamente e poi anche tecnicamente compagni di alto livello. Non ci sono dubbi che lui sia stato il giocatore più forte di tutti i tempi ma quel Napoli, che lo seguiva come leader, tutto era tranne che un nugolo di “scappati di casa”. Gli Azzurri avevano fior fior di giocatori e non fu un caso la loro vittoria sia in Italia che in Europa.

Se Renica l’ha presa sul personale avviando un battibecco che potrebbe avere strascichi anche legali, Bruscolotti, capitano e protagonista di tutta l’epopea magica di quella squadra, ha liquidato la querelle con un sintomatico:

“Le parole di Cassano non mi toccano, è uno che dice puttanate ogni giorno”.

Divisivo sempre, l’ex talento di Bari Vecchia, tra aneddoti e giudizi tranchant è un personaggio quanto mai scomodo per tutto il mondo del calcio. Lui si difende dicendo che è la verità, una verità che però spesso è soltanto sua. Siamo sicuri che se Maradona fosse stato ancora in vita, conoscendo quanto tenesse ai suoi compagni, avrebbe provveduto personalmente a replicare a quest’affermazione.

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