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Immobile è uscito allo scoperto e ha raccontato tutta la verità e niente altro che la verità sulle sue condizioni e su cosa è successo in Nazionale. Un caso montato sul nulla secondo quanto riportato dal bomber biancoceleste, che ha semplicemente voluto provare a giocare fino all’ultimo, o almeno fino a quando si è dovuto arrendere all’evidenza del fatto che la sua situazione fisica fosse troppo rischiosa per scendere in campo serenamente nella seconda gara contro l’Unghieria.

Una rinuncia di comune accordo con Mancini e con lo staff medico della Nazionale, con Immobile rassegnato a dare forfait controvoglia per tornare a Roma ad effettuare i dovuti accertamenti e non compromettere questa parte di stagione che, in sei settimane, può decidere tanto sul futuro della Lazio sia in campionato che in Europa.

“È stato creato un caso inutile, purtroppo c’è stata la situazione della mia foto in partenza. Stavo solo aspettando Mancini che scendesse dall’aereo dopo che era andato a votare. È stata una casualità. Io stavo per partire nonostante non potessi giocare. Poi ci siamo trovati d’accordo sul fatto fosse inutile fare un viaggio, meglio tornare a casa e fare tutte le visite.”

La scelta condivisa e quella foto dunque non hanno nulla a che vedere con ripensamenti o chissà quale caso di spionaggio.

“E quindi erano tutti contenti così, un po’ meno io che avrei voluto giocare. Quando ti succede un infortunio, ci sta. Non era una cosa grave, ma rischiosa. Devo essere sincero: siamo stati tutti sulla stessa lunghezza d’onda di non rischiare. Così sono tornato a Roma per fare le terapie”

Il rapporto con la Nazionale dunque per la Scarpa d’Oro è ben saldo: da “senatore” avrebbe voluto essere d’aiuto ai ragazzi nell’insidiosa trasferta di Budapest dove gli Azzurri sono comunque riusciti ad imporsi. Tutti contenti dunque, senza casi e voci di corridoio: Immobile ha dato la sua verità e non ci sarebbe motivo, sinceramente, per non credergli.

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