All’Atalanta basta un gol chirurgico di Scalvini per vincere di misura contro la Roma all’Olimpico. Gli orobici hanno avuto il cinismo di difendere il prezioso vantaggio con ordine nonostante il ritorno, fisiologico, dei padroni di casa che hanno sprecato tanto e non sono riusciti a violare la porta ospite per la prima volta da marzo. 

Mourinho, perso Dybala nel riscaldamento per un guaio muscolare, ridisegna la squadra alzando Pellegrini e inserendo Matic, inizialmente in panchina a comporre la solita granitica mediana. La partita, molto fisica, stenta a decollare nonostante gli strappi di uno Zaniolo in serata che tenta di collegare i reparti giallorossi con continui strappi. L’Atalanta dimostra tuttavia grande solidità e concede poco o nulla ai padroni di casa che giocano con buona intensità senza tuttavia impensierire mai Sportiello, subentrato dopo pochi minuti a Musso infortunato dopo uno scontro con Demiral. 

Al 35’ l’episodio che decide la gara: Hojlund è bravo a scivolare via sulla destra e vedere Scalvini a rimorchio. Il classe 2003, colpevolmente libero, colpisce con un destro affilato che bacia il palo senza che Rui Patricio possa fare nulla. La Roma si scuote e negli ultimi minuti del primo tempo partorisce tre nitide palle gol. Al 41’ Abraham, su lancio di Pellegrini, inventa una via di mezzo tra un tiro è un tentantivo di superare Sportiello che termina di pochissimo a lato. Il portiere della Dea è poi efficace in uscita bassa su Ibanez e allo scadere del tempo mentre al 45’ si supera d’istinto su una deviazione sotto porta di Abraham.

Nella ripresa ci si aspetta una gara sulla falsa riga del primo tempo, con la Roma protratta in avanti alla ricerca del pari, ma l’assedio territoriale dei giallorossi non partorisce azioni di rilievo fino a quando Zaniolo non si accende e per due volte viene atterrato in area, con Chiffi che reputa i contatti regolari e, nel secondo caso, addirittura contro il giallorosso.

Gli animi si accendono, Mourinho viene espulso e l’Atalanta rischia il raddoppio, sventato sulla linea da Abraham. Il finale di gara è un assalto all’arma bianca della Roma che però ha finito la benzina e sfiora il pari soltanto al 90’ con Shomurodov che, da posizione favorevole, manda un colpo di testa a lato a Sportiello battuto.

L’Atalanta, con maturità, ha superato la prova del fuoco dell’Olimpico e si è attestata in testa alla classifica. Una vittoria di capitale importanza che toglie meriti a una Roma a tratti positiva ma priva di freddezza sotto porta. Il maggiore cinismo degli orobici ha fatto la differenza in quella che è sembrata una vera e propria partita a scacchi tra Gasperini e Mourinho.