Bologna

Dopo tre anni e mezzo le strade del Bologna e di Sinisa Mihajlovic si sono divise. La decisione della società è stata presa sicuramente in base a delle considerazione tecniche, in quanto da molto, troppo tempo la squadra alternava grandissime partite e sviste clamorose, senza continuità.

Le strade di Mihajlovic e del Bologna si sono divise, ma questo non cambia il grande rapporto che l’allenatore ha avuto con la società e quello che ha rappresentato per i falsinei. La società, i tifosi e la città intera sono sempre state vicine all’ex giocatore della Lazio, anche quando ha dovuto lasciare la panchina per sottoporsi alle cure.

Bologna vicino a Sinisa, certamente, ma anche Sinisa non ha mai abbondato la squadra ed i calciatori che hanno sempre aspettato il loro condottiero. Dal 2019, anno in cui ha iniziato a lottare contro la malattia, si è sempre diviso tra la passione e le cure alle quali si è sottoposto. Professionista fino alla fine, Miha, fino a quando la società ha scelto per l’esonero, per l’addio con un allenatore che tanto ha dato alla squadra.

Anche la società ha creduto in lui, fino alla fine, nonostante la lontananza dal campo, i giocatori erano uniti, compatti per il loro condottiero. Mihajlovic ha portato a Bologna ottimi risultati, più di quelli sperati durante questi 3 anni, per questo il tempismo dell’esonero rimane inspiegabile. Un campionato lungo, ancora tutto da giocare, una classifica che non parla troppo negativo, con tanta strada da fare.

L’arrivo di Sartori a Bologna, è stato il primo mattoncino per la decisione verso l’esonero. Sartori non ha vissuto la storia con Sinisa, non è stato vicino all’allenatore nei momenti più bui, insieme al presidente Saputo, già molto diviso quest’estate sulla decisione, hanno messo il punto su una delle favole più bello dello sport.