L’ex portiere del Milan ed ex preparatore dei portieri, Nelson Dida, ha rilasciato oggi un’intervista a “La Gazzetta dello Sport”. 

In vista del derby tra i rossoneri e l’Inter, Dida ha parlato apertamente delle sue sensazioni su Pioli, sullo scudetto e in modo particolare su quello che per molti è considerato il suo erede, Mike Maignan.

Dida, che ha personalmente allenato il giovane portiere, ha speso molti elogi nei suoi confronti: 

Abbiamo puntato sulla sua integrazione nel calcio italiano, doveva capirne i meccanismi, come il vostro calcio si sviluppa. All’inizio ha fatto un po’di fatica ma poi ha imparato tanto in così poco tempo che è stato sorprendente. Siamo rimasti tutti contentissimi della sua dedizione, in ogni partita si notavano miglioramenti”

Un ottimo rapporto di stima e rispetto reciproco tra i due tanto che anche Maignan ha parlato benissimo del suo preparatore e oggi i due, nonostante la scelta di Dida di lasciare lo staff rossonero, continuano a sentirsi: 

“Certo che ci sentiamo. Deve continuare il percorso di crescita grazie ai professionisti che lo seguono oggi. E’ eccezionale sia dal punto di vista tecnico che umano”.

SECONDA STELLA– Dida stima molto il lavoro fatto da Pioli e vede molto concreta la possibilità che, con lui, il Milan riesca a raggiungere la sua seconda stella:

Sicuramente parte tra le favorite e con altrettanta sicurezza dico che ha la forza di ripetersi. Questo campionato sarà strano per l’interruzione del Mondiale, ma il gruppo è solido e di qualità”.

DERBY– Il derby di Milano non è una partita come le altre e Dida, che ne ha disputati parecchi in tutti i suoi anni in rossonero, lo sa bene. 

Coinvolge non solo una intera città ma tutto il paese. Spesso si dice che tutte le partite sono uguali ma non è così: il derby è differente. Lo è per l’atmosfera in città nei giorni precedenti, per quella in spogliatoio, per quello che rappresenta per Milano e per noi che indossiamo o abbiamo indossato la maglia rossonera. Non parlo di tensione o ansia, ma di adrenalina, di carica positiva e di voglia di vincere”.

E aggiunge “Per me i derby più belli sono tutti quelli vinti… Ma ancora di più quelli di Champions. La parata preferita quella su Veron in un derby di campionato del 2005”.

CHAMPIONS– Dida ha vissuto diverse notti di Champions con il Milan e, dall’alto della sua esperienza personale, ritiene che il club ha tutte le carte in regola per tornare sul tetto d’Europa: 

Un anno di esperienza in più tornerà molto utile. Lo scorso anno abbiamo affrontato un girone particolarmente impegnativo e questo ha permesso anche ai più giovani di confrontarsi subito in partite ad alta intensità e di alto livello.”

DE KETELAERE COME KAKÁ- Da quando è arrivato in Italia dal Brugge e soprattutto dopo averlo visto giocare, sono in tanti ad aver azzardato questo paragone con Kakà quando, giovanissimo nel 2003, arrivò a Milano da perfetto sconosciuto. Dida su di lui ha le idee ben chiare: 

Mi ha fatto un’ottima impressione, ma come tutti i nuovi, soprattutto i giovani che arrivano in Serie A, ha bisogno di tempo e serenità per esprimersi al meglio. Charles ha tutte le potenzialità e le caratteristiche tecniche per essere un campione

MALDINI DIRIGENTE- Nelson Dida è stato compagno di squadra di Paolo Maldini e i due sono amici da tempo. Ora Paolo riveste un ruolo importante nella dirigenza del club dove si è mostrato, insieme a Massara, all’altezza del ruolo. Sono tutte per lui le ultime parole di stima della sua intervista:

Paolo è una persona eccezionale, in campo è stato un campione, anzi il campione, un leader e un compagno leale. Dopo aver smesso di giocare è stato bravo a prendersi del tempo, a stare con la famiglia, a osservare da lontano. Questo lo ha aiutato a diventare il dirigente vincente che è oggi. Non avevo dubbi, ha sempre dimostrato una spiccata professionalità anche fuori dal campo”.

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