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Si è appena conclusa la conferenza stampa di presentazione di Filip Kostic, nuovo acquisto della Juventus, che ha già esordito contro il Sassuolo nella prima giornata di campionato.
L’esterno serbo classe ‘92, arriva dall’Eintracht Francoforte e si è legato alla Juve con un contratto fino al 2026.

Ecco le sue dichiarazioni complete.

Ci sono tanti serbi in Italia questo ha influito nella scelta?

No in realtà no. È semplicemente un qualcosa in più. C’è Dusan qui e per me è fantastico essere qui. Sono davvero felice di giocare qua e dei miei colleghi

Tu e Vlahovic vi siete parlati? Cosa ti ha convinto a venire qui? Quale sarebbe un’azione ideale con lui?

Quando eravamo in nazionale Dusan mi ha chiesto cosa ne pensavo della Juve. Mi ha detto che sarebbe stato felice di avermi qui, mi ha parlato benissimo del club e quando sono arrivato ho visto che aveva ragione. L’azione ideale forse sarebbe un’azione con un buon assist a 16 metri in area di rigore che Dusan può chiudere.

Nella decisione di venire alla Juve hai valutato che è una società importante dove si richiede la vittoria? Sai che il tuo reale impiego è fornire palloni a Dusan?

La mentalità dei giocatori e del club è quella di vincere. Noi dobbiamo avere questa mentalità. Passo per passo. Io so cosa ci si aspetta da me e son pronto a fare il massimo.

Tu hai aspettato la Juventus fino all’ultimo, perché? 

Non ho seguito molto la trattativa dal primo contatto fino alla fine ma io sapevo che volevo venire e ho fatto di tutto per venire qui.

La Juventus ha dominato per 10 anni nelle ultime 2 stagioni ha fatto più fatica, è mancata la cattiveria agonistica. Tu che sei molto forte oltre che tecnico quanto pensi sia importante?

Seguo la Juve da quando ero piccolino così come tutta la Serie A. So che il mio lavoro è quello di fornire la migliore palla agli attaccanti e io sono qui per essere pronto e dare questo supporto alla squadra. 

Cosa ti ha chiesto Allegri in questi giorni? Sei pronto per Genova? 

Ci siamo parlati di cose normali, dei sistemi, di alcuni aspetti tecnici che è quello che si fa di solito. Io sono uno che lavora molto ancora non ho disfato i bagagli (ride ndr.) per essere pronto il prima possibile e inserirmi al meglio. 

Hai avuto modo di capire la differenza tra l’Italia e la Germania sul modo di lavorare? 

Non c’è tutta questa grande differenza nel gioco, se non che in Italia c’è molta più tecnica che va imparata giorno dopo giorno. Spero di adattarmi il prima possibile al contesto e al club. 

Hai scelto il 17 è legato a un significato speciale? 

No era il numero linero che ho in nazionale e ho pensato di conservarlo anche qua ma non presto molta attenzione. Grazie a tutti. 
La conferenza stampa termina con la consueta foto di rito e la consegna della maglia al giocatore.

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