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Serviva una prova di carattere, anche rotonda nel risultato per certi versi, così da scacciare un po’ l’alone di “corto muso” che dominava da tempo. Così è stato. Allo Stadium la Juventus vince 3-0 contro un Sassuolo sempre in partita ma che paga degli ingenui errori difensivi che contro giocatori di un certo livello diventano letali. E’ un risultato stra meritato quello per i bianconeri, anche se forse non rispecchia totalmente l’andamento della partita.

Perché se c’è stata una squadra che ad un certo punto stava soffrendo enormemente, quella è stata proprio la Juve, verso metà primo tempo, in balia dei soliti errori. Poi ci ha pensato la classe di Di Maria a scacciare i fantasmi: l’argentino corre dappertutto, regala gol, assist a Vlahovic e giocate sopraffine, come una rabona. La connection tra il Fideo e il serbo è già entrata nel vivo, con il classe 2000 che si presenta al nuovo campionato affamato come non mai, regalandosi due gol, il primo su rigore, il secondo da opportunista dentro l’area.

Allegri conferma la formazione della vigilia, inserendo McKennie in un ruolo atipico come esterno di sinistra nel 4-4-1-1. Di Maria supporta Vlahovic, mentre a centrocampo agiscono Zakaria e Locatelli, con Cuadrado sulla destra. Dionisi, invece, lascia Raspadori in panchina, forse perché troppo distratto dalle voci di mercato. Solito 4-2-3-1 con l’attacco sorretto da Berardi, Defrel, Kyriakopoulos e Thorsvedt. I bianconeri cominciano fortissimo, spinti dal calore del pubblico. Pronti e via e Alex Sandro viene steso in area da Muldur dopo un’incredibile iniziativa personale. Per Rapuano non c’è nulla anche se i dubbi rimangono sul possibile incrocio tra le gambe dei due.

Il difensore del Sassuolo uscirà in barella poco dopo a seguito di un colpo ricevuto durante quel tackle. La gara prosegue, con la Juve che sembra cavalcare il classico entusiasmo di inizio stagione. I neroverdi sono contratti e si vede, ma col passare dei minuti si impadroniscono della palla comandando il gioco. La Juve, come sempre, attende ma si fa schiacciare troppo a ridosso della porta difesa da Perin. Al 20′ Berardi regala una palla spaziale a Defrel, che in estirada non riesce a dare la forza giusta per correggerla in porta. La squadra di Allegri è molle e passiva, con Locatelli e Zakaria che perdono due palloni sanguinosi al limite della propria area.

La svolta arriva appena dopo il cooling break, con Allegri che ridisegna tatticamente la propria squadra spostando Cuadrado a sinistra e accentrando McKennie. Mossa geniale perché proprio dopo un’azione insistita dalla sinistra nasce l’1-0 di Di Maria, che schiaffa al volo un pallone docile servitogli da Alex Sandro. Primo gol italiano per il Fideo. Vlahovic viene chiamato poco in causa ma al 41′ si guadagna un rigore dopo aver aggirato fisicamente Ferrari in area, il quale non può far altro che stenderlo. Il serbo calcia centrale facendo 2-0.

IL SECONDO TEMPO

Il secondo tempo si apre sulla falsariga del primo, con la Juve vogliosa di mettere indirizzare il match. Il tris arriva al 51′ dopo un errore clamoroso in disimpegno da parte di Ayhan, il quale regala palla a Di Maria che dentro l’area serve Vlahovic, abile da due passi a non sbagliare. Da quel momento è pura accademia, con le due squadre abbastanza sulle gambe che lottano ma sbagliano tanto per la stanchezza. Perin è comunque autore di alcune parate importanti, soprattutto su Pinamonti nel finale. La Juventus risponde alle contendenti e si porta a casa i primi 3 punti della stagione con una prova arcigna, fatta di attesa e contropiede. Insomma, come vuole Allegri. Chi ben comincia…..

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