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E’ morto Claudio Garella, storico portiere del Napoli, dove vinse la Coppa Italia e il primo scudetto degli azzurri nella stagione 1986/87, e Verona dello scudetto 1984/85. Aveva 67 anni, è deceduto per problematiche cardiache in seguito a un intervento chirurgico. Originario di Torino, dove era nato il 16 maggio 1955, era famoso soprattutto per le sue respinte con i piedi, al punto che l’avvocato Gianni Agnelli lo definì “l’unico portiere che parava senza mani”. Dopo l’esperienza all’Hellas di Bagnoli passò al Napoli, dove vinse appunto, la Coppa Italia e il primo scudetto dei campani nella stagione 1986/87

Il Napoli e Garella, l’avventura con Maradona: il trionfo e il brusco divorzio

Garella lasciò il Verona proprio dopo quell’impresa per accettare la proposta del Napoli: al termine della seconda stagione in maglia azzurra, in una squadra che poteva contare su Diego Armando Maradona, ma anche su campioni come Bruno Giordano e un giovanissimo Ciro Ferrara, arrivò un altro, inatteso scudetto, insieme alla Coppa Italia, ma l’esperienza in Campania si concluse amaramente al termine del campionato ’87-88, che vide il Napoli rimontato in extremis dal Milan di Arrigo Sacchi e degli olandesi dopo lo scontro diretto vinto dai rossoneri per3-2 al San Paolo il 1° maggio 1988.

Garella fu tra i “rivoltosi” dello spogliatoio contro l’allenatore Ottavio Bianchi, venendo ceduto in Serie B all’Udinese in Serie B. Chiusa la carriera ad Avellino nel 1991, Garella è rimasto nel calcio per qualche stagione come allenatore dei portieri di formazioni dilettantistiche piemontesi.

Di carattere sempre disponibile e aperto allo scherzo, in campo e fuori, Garella ha “tradito” gli appassionati di calcio a poche ore dal via della Serie A, che nella prima giornata vedrà beffardamente in programma proprio Verona-Napoli: il doppio ex verrà ricordato a Ferragosto al Bentegodi.

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