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L’highlander Ibra non molla ed è pronto a rinnovare con il Milan. Ancora un anno insieme, nonostante l’operazione che lo terrà fuori fino a fine Mondiale, perché lo svedese è troppo importante sia in campo (se sta bene) sia all’interno dello spogliatoio. Un vero e proprio “mental coach” a cui Maldini e Massara non vogliono assolutamente rinunciare nell’anno in cui l’obiettivo sarà anche andare avanti il più possibile in Champions League.

Impegnato nella riabilitazione nel suo “buen retiro” a Desenzano, sul Lago di Garda, Ibrahimovic vuole farsi trovare pronto non solo per la Supercoppa Italiana del 18 gennaio contro l’Inter, ma anche per gli eventuali ottavi di finale di Champions in programma a marzo. Il Milan, che da campione d’Italia otterrà la prima fascia nel sorteggio dei gironi, ha un anno di esperienza in più nelle coppe europee. Due variabili importanti e che bastano a motivare il “vecchio leone”, alla costante ricerca di adrenalina.

Ibra, atteso la settimana prossima a Milanello, firmerà un contratto annuale, ad un milione di euro più bonus. Nonostante i 41 anni e la mezza stagione che potrà garantire. Decisiva l’esplicita volontà di Pioli di non rinunciare all’anima della squadra, al giocatore che ne ha cambiato mentalità dentro e fuori dal campo. Ad un campione infinito che è stato capace, con il suo carisma, di motivare un intero gruppo fino a portarlo sul tetto d’Italia. Ci sono dubbi sull’importanza di Ibra all’interno dello spogliatoio nonostante non sia più (per usare un eufemismo) una giovane promessa del calcio mondiale?

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