yildiz juventus

PAGELLONE ONE ONE DI FINE STAGIONE… IN CASA JUVENTUS

PORTIERI

SZCZESNY 7,00 Come sono lontane le “papere” collezionate nelle prime 4 giornate, quando pareva che si esercitasse durante la settimana, per sfoggiare il meglio dell’Horror in partita. E’ vero che in quelle tragiche e fantozziane esibizioni si sono gettati i punti che hanno pesato tutto l’anno, ma è anche vero che in una serie notevole di altre volte, il Wojciech number one ha salvato la truppa da capitolazioni dolorose. E non finisca nel dimenticatoio la scoperta strada facendo della specialità della casa. Vale a dire “come ti paro i tiri dagli 11 metri” con una serie consecutiva di 4 rigori parati, Calhanoglu compreso. Peccato che non sai riuscito a parare anche il V.A.R., perché staremmo forse a considerare tutta un’altra stagione.
PERIN 6,25 Il girone di ritorno, asimmetrico o no, fa giustizia di questo professionista della porta. Gli viene affidato il compito di difendere i pali sempre più spesso e non per demerito del titolare del ruolo. Si disimpegna egregiamente e di suo cala concentrazione e discrete doti tecniche. Prende reti evitabili? Dipende anche tanto dalle allegre comari di Windsor che chiamano difesa.
PINSOGLIO 6,00 “C’è un tempo presente ed un tempo futuro” poetava T.S. Eliot. E c’è un tempo anche per Carlìn “Pinssa” Pinsoglio. Solo uno, a Firenze ed a momenti gli riesce di preservare la rete intonsa, se non fosse per un fallo da rigore del Bonny in vacanza. Guadagna la porta con una corsa ed un sorriso che tradiscono la voglia pazza di un bambino a cui regalano un balocco (biscotti esclusi). Non c’è più CR7 e un po’ ne soffre.

DIFENSORI (o DIFENDENTI, per i “saputi”)

CHIELLINI 7,00 Alla stagione, 10, anzi 11, anzi 12… agli anni di serenità e tranquillità che ha regalato alle coronarie di milioni di tifosi. Disputa 26 partite in alterne vicende di durata in campo, ma non abbandona mai nemmeno per un istante la cattedra che Muorinho gli ha affidato ad Oxford in scienze difensive. Chiello è ai saluti e mancherà soprattutto il suo esempio di ragazzo che supplisce col lavoro quotidiano e l’orgoglio di chi si applica al talento non proprio innato. Ben 17 anni votati alla causa bianconera e se le scarpe finiscono appese al chiodo, non giurerei che l’esperienza juventina finisca qui.
BONUCCI 6,25 Annata costante nel bene (poco) e nel male (in crescita). Viene da pensare che la vittoria degli Europei, nei quali Leo è stato di gran lunga uno dei protagonisti e artefici del trionfo, lo abbia come saziato in tutta la carica e la “garra” che lo accompagna da sempre. A tratti appare lento, non solo nelle movenze ma anche nelle scelte di gioco. Diventa sempre più macchinoso e impreciso in quei lanci che tanto hanno fatto reparto, con salto a piè pari del centrocampo avversario. L’esperienza gli suggerisce sovente la giocata giusta e, sia chiaro, si fa ancora sentire dai compagni con autorità. Anche per lui, Gloria Swanson ammicca dal viale del tramonto.
ALEX SANDRO LOBO SILVA 5,25 La china è quella cosa che è utile per la scrittura a pennino. Dato però che siamo diventati tutti dispensatori di dita sulla tastiera del P.C. è evidente che quando si parla di china nei confronti di Sandro numero 12, si intende la ripa scoscesa che il terzino brasiliano ha imboccato senza possibilità di risalita. In avanti le proiezioni si sono diradate come i capelli sulle tempie, indietro sono più le volte che si fa saltare che quelle in cui si affianca all’attaccante, alla ricerca dell’anticipo, questo sconosciuto. Ha sulla coscienza uno stop di petto da reclusione immediata ad Alcatraz che costa la Supercoppa ad un metro dai rigori ormai raggiunti. In questo ruolo il mercato estivo dovrà partorire un laterale di valore, sarebbe ora.
CUADRADO 7,00 Uno dei migliori di gran lunga. Vinavil, regista occulto, regista asimmetrico, ultimo dei Mohicani in grado di coprire tutta la fascia di pertinenza senza differenze e con uguale efficacia. All’Università di Firenze hanno istituito un corso di laurea in Scienze di esorcizzazione del Juanito de Colombia. Quando si concretizza verso la fine delle partite contro la Viola, sale un coro in riva all’Arno, con invocazioni accorate a Biraghi e Venuti. Nell’ultima trasferta in terra toscana, di Cuadrado non v’è traccia, prova evidente che trattasi di partita vera come le banconote da 300 euro. Va detto che finisce la stagione completamente prosciugato, ci mancherebbe che fosse fresco come una rosa, Juanito è umano pure lui…
DANILO LUIZ da SILVA 7,25 Mister the best in the season! Se dopo il girone di andata, ci si limitava alla felice sorpresa, il girone di ritorno consacra Danilo come campione a tutti gli effetti. Lo premia il goal di testa che riapre la speranza in un finale di campionato degno in quel di Bergamo. Ma è la continuità ad alto livello, la presenza forte e massiccia, in ogni parte del campo, che risaltano sulla media della compagnia. Allegri si affida a lui per ogni grattacapo tattico e le risposte sono sempre all’altezza. Gioca laterale destro, ma anche sinistro, gioca davanti alla difesa, ma anche centrale (scusate la veltronite acuta!). Un vero e proprio antidoto contro le assenze per infortunio, numerose come la rena del mare. E quando si infortuna lu, le mani vanno istintivamente verso i capelli. Quasi quasi mi ravvedo circa i difensori brasiliani…
DE SCIGLIO 5,75 Se il campionato fosse finito prima della partita di Genova, sponda genoana, avrei ripreso il voto di metà stagione. Ma nel finale di quella gara ne combina più di Bertoldo. Un paio di interventi da Ufficio Inchieste. Della serie: come buttare in pasto agli squali una vittoria lampante. E’ il De Sciglio nella versione “salto della corda”, come a Roma anni fa, fumato da Lukaku della Lazio e conseguente mandata in vacca di una rimonta con doppietta di Dybala, quando Paolino era ancora la Joya e ciao supercoppa. E da quella partita, il concetto dello juventino medio su Mattia non si è spostato di una virgola. Forse meglio all’andata che al ritorno. E’ vero che il suo lo dà sempre, ma troppo spesso il suo equivale a qualcosa di pericoloso per la causa.
RUGANI 5,00 E’ l’unico giocatore che rischia di essere sufficiente se non entra in campo. Certo che se si prestano i Demiral, si cedono i Romero e si fa plusvalenza con Spinazzola, chi resta? Rugani. Elementare…Paratici. L’Avvocato l’avrebbe senza dubbio definito un “difensore emozionante”. La grande colpa dell’anno: il rigore che spalanca al Villareal i quarti di finale, in una partita che terminava ai rigori. Qualcuno lo assolve, tanto è colpa di Allegri…
‘de LIGT 6,50 Da inizio annata l’olandesone tira la carretta svuotata di forme di Maasdammer, sostituiti da garretti, tacchetti, corazza e sganassoni. A volte fa reparto da solo, vuoi per la mancanza di Chiellini, vuoi per la presenza di Bonucci. Ma sempre un pizzico in calando, fino a mostrare più la lingua a bocca aperta che i denti digrignanti. Certo che vivere una stagione intera da condividere con la precarietà dei compagni, non deve essere un buon viatico per la pace ventricolare. Ha ancora da affinare alcuni fondamentali soprattutto sulla marcatura in pressione a campo aperto. Ma la scuola dell’Ajax insegna a marcare a zona e le cose stanno cambiando.
PELLEGRINI 6,25 La ruota di scorta che tiri fuori dal bagagliaio. Badate bene: ruota, mica ruotino. Nel senso che nelle 21 gare disputate, Luca nostro dimostra di non essere presente soltanto perché a qualcuno è volato via il foglio col suo nome e si è dimenticato di cederlo per fare plusvalenza (o forse si è preferito soprassedere viste le chiacchiere attorno al tema?). La prerogativa è la corsa in progressione e qualche segno lo lascia come sul goal di Morata in laguna. Insomma, se resta a Torino, nella Juve può ritagliarsi il proprio spazio.
DE WINTER S.V. Esordio che si perde nella notte dei tempi nel girone di qualificazione di Champions League nella gara interna contro il Malmoe. E chi se lo ricorda? Dopo di che….inizia l’oblio.

CENTROCAMPISTI

RAMSEY 4,00 A Marsala sono soliti dire: “nuddu mescàtu con nènti”. Laddove il niente è la consistenza fisica e il nulla è la cifra tecnica. Bene hanno fatto i dirigenti a trovargli una nuova collocazione dalle parti del vallo Adriano, ma neppure a parlare la propria lingua e a giocare come per lui più consono, lo libera dalle pastoie. Pensa bene di sbagliare il rigore decisivo nella finale di Europa League, consentendo di mandare a gambe per aria il diritto di riscatto. A Glasgow non sanno se piangere per la sconfitta o ridere per il “pacco” da restituire. E mo’ ce rimbalza…
RABIOT 6,50 Stagione in crescita, in controtendenza con il resto della truppa. Un girone di andata da lettino psicoanalitico ad un ritorno in cui, di fronte all’ecatombe di infortuni di lunga gittata, Adrien resta solo, con se stesso e gli estemporanei compagni di reparto. Come per incanto “les chignonnaise” prende coscienza dell’opportunità e non sbaglia una partita. Diga di filtro, strappatore di azioni arrembanti, lottatore oltre ogni possibile dubbio. E’ un attimo diventare cattivi, ora si incrociano le dita perché durante l’estate non se ne dimentichi.
LOCATELLI 6,25 Sul più bello, quando si inizia ad intravedere una parvenza di possibile lotta al vertice, fa la triste conoscenza di un Lautaro con licenza di uccidere e la favola bella svanisce. Al netto della libertà concessa al colpevole di continuare a disfare e a simulare, è Manuel che ci rimette di brutto. Come se non bastasse doversi districare nella fabbrica di problemi che è il centrocampo juventino, ora si trova costretto a recuperare una condizione che latita. Pronto al 30% per la finale di Coppa Italia, ma ci vuole altro. Una stagione dal retrogusto amaro.
BENTANCUR 5,25 Spedito a Londra, dove ogni tanto si fa vedere, ogni tanto fa intravvedere il talento. In altri termini, nè più né meno come a Torino. Se verrà riscattato darà una grossa mano per lo meno a coprire l’investimento di Vlahovic. Nel frattempo la tifoseria con la quale sono in contatto non parla di lui dal giorno in cui se ne sono perse le tracce. Sarà un caso…
ARTHUR MELO 4,50 Uno dei misteri dello sport. Un surrogato di una tradizione che non ha eguali e che in questo “punto interrogativo” ambulante ha l’intima certezza che anche il Brasile esiste la Nemesi. Nella seconda parte del campionato, risulta asimmetrico in sintonia con l’ambaradan inventato dalla Lega Calcio. Non è affatto facile…
ZAKARIA 5,75 Arriva a gennaio per ampliare il parco a centrocampo e per aumentare le nazioni che hanno dato giocatori alla Juventus. Partenza promettente e convinzione di aver acquistato un buon profilo che serpeggia tra i tifosi. Poi, come sempre Eupalla concede ed Eupalla toglie, stavolta in quel di Empoli, laddove passare da una rete ad un infortunio serio è un attimo. E ciao Zakaria. Solo più comparsate e di poco rilievo.
McKENNIE 6,50 Una delle assenze più dolorose di questa annata disgraziata. Galeotto fu Estupinan, a Villareal, con un intervento apparentemente fortuito ma carognesco e non bollato da un rosso sacrosanto. Era febbraio. L’ultima volta che l’ho incontrato era in una pizzeria, ma non conta nulla. Non avremo mai la controprova di quanto sia mancato l’americanino nella parte topica del tempo in cui i risultato fanno curriculum.
KULUSEVSKI 5,25 Né più né meno quanto da me appioppatogli alla fine del girone di andata. Nè più né meno quanto si merita in maglia bianconera un giocatore evanescente, impalpabile, pieno di remore e di limitazioni psicologiche. Questo è e rimane il Kulu in versione a strisce. Paratici lo prende con sé al Tottenham e pare che nel calcio inglese lo svedese cossovaro si rifocilli. Buon per lui, in bocca al lupo per la carriera, Da noi ha fallito e questo è quanto.
MIRETTI 6,25 Se un “bocia” esordiente riceve un sacco di complimenti meritati, giocando uno scampolo di partite perché è “finito lo spogliatoio”, l’impressione che si ricava è la seguente: la Juve non ha gente valida nella terra di mezzo. Nessuno. Complimenti al ragazzino che coglie la palla al balzo e si ritaglia una posizione che lo candida alla riconferma. Sempre meglio averne uno in più in panchina. Perché se la Juve fosse una squadra attrezzata ad alti livelli, Miretti continuerebbe a crescere nell’Under23.
PALUMBO S.V. Utilizzato a Firenze per arrivare a contare fino a 11. Che nessuno gli sussurri in un orecchio che è entrato a referto nella peggiore gara giocata da Madama in tutto il XXI° secolo, si potrebbe demoralizzare.
MATIAS SOULE’ MALVANO S.V. Apparizione in laguna, in un pomeriggio brumoso e nebuloso, all’interno di un incontro nel quale i compagni danno il meglio di loro stessi per dimostrare come si faccia a buttare via punti che gridano vendetta. Entra per disperazione e viene incaricato dal mister di tirare una punizione a tempo scaduto. Della serie: vado a Sotto il Monte e prego Papa Giovanni. Non so se Matìas abbia sentito la responsabilità, ma certamente ha dimostrato di non essere Del Piero. Si consoli con le convocazioni nell’albiceleste argentina, altri presunti fuoriclasse faticano ad essere chiamati.

ATTACCANTI

CRISTIANO RONALDO S.V. Una sola partita, una sola. Una rete che la logica calcistica assegnerebbe ad occhi chiusi, ma che la losca presenza dell’occhio tecnologico, tragicamente “aperto”, annulla per un’inezia che sa di burocrazia. Sarebbe stata la vittoria ad Udine, 3 punti incamerati e forse (dico forse) una serie di complicanze evitate. Bye Bye CR7, ora spiegaci quale è stata la cifra del miglioramento da Torino a Manchester. Qui bene o male si torna in Champions, lì la Champions c’è soltanto in TV e non mi pare che i risultati in Premier siamo entusiasmanti. Sarà colpa del solito allenatore che si mette di traverso.
MORATA 6,75 Alvarito de mi corazon. Non mi interessa il numero delle reti, non mi importa il numero degli assist, dell’eleganza atletica non so che farmene. I valori che contano sono le stille di sudore che il bel tenebroso lascia sulla maglia ogni fine di partita; la volontà prorompente di ogni appuntamento; la disponibilità a giocare contro le proprie caratteristiche se richiesto, anche a costo di far storcere il naso agli snob, in crescita esponenziale. Eppure va ricordato agli schizzinosi che in un’annata di penuria cronica di realizzazioni, Moratone ha collezionato 12 reti, tante o poche lascio ad altri la valutazione. Non mi sembra comunque tutto sto deficit realizzativo…
DYBALA 5,50 Come dopo l’andata, come è la vera valutazione di questa stagione vissuta dalla Joya sull’ottovolante del “vorrei ma non posso”. E’ presente in 39 partite complessive e il numero dice che non è poi stato così assente come sembra a prima vista. Le reti sono 15, circa un goal ogni 3 partite. I numeri non dicono tutto e spesso ingannano. Li riporto perché sono una stampella per coloro che non sanno muoversi senza appiglio. L’impressione generale su Paolino è chiara come il sole: se dopo 7 anni, un fuoriclasse non ha preso per mano la squadra e non incute timore negli avversari al solo palesarsi, o la sfortuna ha tramato di brutto o il fuoriclasse non è un “fuoriclasse”. La società in tempi per nulla sospetti ha fatto un’offerta a Dybala e poi, come un giocatore di “sette e mezzo” ha detto: “Sto”. E’ ancora in attesa di sviluppi ed il tempo è ormai scaduto. Buona vida, Paulo, la Juve continua…
BERNARDESCHI 5,25 Lo scialo più clamoroso dell’intera annata. Come ci si trasforma da bianco cigno , prediletto da Lohengrin, ad anatroccolo sgraziato del Mississippì. Andersen si sta girando nella tomba, di fronte alla misera fine della sua fiaba, Freud si frega le mani per il caso di regressione palese. Certi meccanismi nel calcio (o nella vita quotidiana?) sfuggono alla comprensione. Il Berna dell’andata, a tutto campo, mezzala, esterno, in ripiegamento, sempre concreto, si smarrisce in inverno e non dà segni di vita in primavera. Prestazioni imbarazzanti si susseguono, come se l’inizio della stagione fosse stata una casualità. La Juve non rinnova e ce ne facciamo una ragione, ma che scialo…
CHIESA 7,00 Il rimpianto cocente che accompagna la Juventus dappertutto. Che cosa sarebbe stato il ritorno con Federico al suo posto? Non è dato sapere, ma è un anno che continua a piovere sul bagnato. Smalling non è stato nemmeno ammonito, secondo la tradizione che permette di rovinare i giocatori bravi da parte di energumeni privi di freno a mano. Neanche un po’ di sana prevenzione in Italia, nemmeno per difendere il patrimonio di giocatori che contribuiscono all’italianità vincente. Gli arbitri abbagliati dal mito del “calcio all’inglese” permettono ogni entrata, e le conseguenze le pagano i Chiesa di turno.
VLAHOVIC 6,75 L’affare del mercato di riparazione per antonomasia. Grande contributo alla solidità economica della Fiorentina, talmente solida che Commisso ha sviato subito le indagini dell’Agenzia delle Entrate simulando un pianto a dirotto per la iattura che lo ha colpito con la dipartita di Dusan. In bianconero parte forte, spalancando il DRS dei sogni dei tifosi. Poi poco per volta, incomincia a sperimentare la netta differenza tra le righe e la tinta unita e se ci mettiamo anche l’involuzione costante della squadra, la vita si complica. Ciò non ostante sono 6 le reti messe a segno, in metà delle partite disputate in Juve, rispetto a quelle viola, senza battere rigori. Un po’ perche non designato e soprattutto perché “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vole…”, ma in buona fede, ovviamente. Siamo curiosi di rivedere il duetto Vlahovic/Chiesa in versione sabauda, diamo tempo al tempo.
KEAN 4,50 Che fine ha fatto quel giovanissimo millenial che ha stampato il destro nella porta del Bologna, 10 minuti dopo avere esordito? Dove è finito il ragazzo che nel ritorno del campionato dell’ultimo scudetto targato Allegri, entrava a gioco iniziato da vero giustiziere e lasciava il segno sul risultato? Originale cercasi, questo che brancola per il campo è un clone mal riuscito. Eppure una quaterna di reti è stato in grado di farle, ragione in più per cercare la versione autentica. Un solo acuto: la rete della vittoria contro il Sassuolo, di prepotenza, di possesso, mettendo in evidenza il talento troppo spesso sepolto sotto coltri di disattenzione e superficialità.
KAIO JORGE 5,25 Mai andare a giocare in provincia per fare un favore alla seconda squadra. Può succedere che a Busto Arsizio, cittadina dimenticata dagli studenti medi, già di per sé dimentichi dell’esistenza della geografia, lungo l’out di un campo arato dal contadino un giorno sì e l’altro pure, esploda un ginocchio, insieme a parte cospicua della carriera. Così, il ragazzetto preposto ad entrare al 91°, non entra proprio più e chissà quando lo rivedremo. In bocca al lupo.
AKE’ 5,50 Una quaterna di partite per un’ala destra vecchio stampo, che non sa che cosa sia un’ala destra e quindi gioca più accentrato come se andasse a cercare il traffico. Presente nelle ultime 3 gare di campionato, prova ulteriore che i giocatori sono numericamente finiti. Boh, azzardi giudizi, chi se la sente…

ALLENATORE

ALLEGRI 5,50 Subito fuori dai denti: quale è stato l’errore più grande del mister in questa brutta, indecente stagione? Aver pensato di poter riprendere il discorso da dove si era interrotto, senza tenere in conto che il mondo non si è fermato e quella Juve che lui conosceva è stata smontata, smembrata, distrutta scientificamente nel giro di quei 2 anni in sua assenza. Quando il tecnico labronico se n’è accorto, non gli restava altro che inseguire e con tanta fatica ed affanno. Quando la quadra appariva a portata di mano, gli infortuni di uomini importanti hanno dato il colpo di grazia e l’alternativa rimasta è stata quella di raggiungere un quarto posto che assomiglia tanto al cosiddetto “rialzo” dei nostri giochi infantili. Altri obbiettivi si sono dissolti per errori di qualche giocatore o per qualche decisione “stravagante” di qualche giacchetta gialla in vena di inaugurare una nuova legislatura regolamentare. La principale accusa rivolta nei confronti di Allegri è quella di non aver dato un gioco alla truppa. O a quello che di essa si presentava disponibile di settimana in settimana. Troppo spesso la squadra è apparsa slegata, non compatta, mentalmente fragile e votata alla difesa ad oltranza di un vantaggio frutto sovente del caso, piuttosto che della supremazia. Eppure, nel momento tra fine gennaio e marzo, in un lasso di tempo in cui la Juve ha potuto giocare con una certa continuità di formazione, al netto di Chiesa e McKennie, si è conseguito un filotto di risultati utili consecutivi che hanno spalancato la porta a sogni di lotta per lo scudetto. Significa che anche per Allegri una formazione che resiste e si conferma è fondamentale per i successi. Il rovescio della medaglia sta nel dover insistere con gli stessi per assoluta mancanza di rincalzi e ciò ha determinato il finale orribile da fine aprile ad oggi. Ecco, aggiungo di mio che spero di non dover mai più assistere ad una partita falsata nella preparazione e giocata con un impegno che rasenta la vergogna, quale la trasferta di Firenze. Giustifico tutto, ma la Juventus ha una tradizione ed una storia che non permettono svaccamenti. Noi siamo quelli del “fino alla fine”, al di là degli obbiettivi possibili, per la regolarità dei tornei e il rispetto di chi segue con tanti sacrifici la squadra con amore e passione. Va recuparato in fretta l’orgoglio bianconero, senza il quale, potremmo schierare 5 Ronaldo, 3 Messi e 3 Mbappè, ma non si andrebbe da nessuna parte. Che sia ben chiaro, per la dirigenza e per l’allenatore.

                                   Marco Edoardo SANFELICI