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Sinisa Mihajlovic ha vinto il suo “secondo tempo” contro la leucemia, ed è stato dimesso dall’ospedale dopo 34 giorni di ricovero. Il serbo, colpito da una leucemia acuta mieloide nel luglio del 2019, ha affrontato con il solito piglio combattivo anche quest’appendice sgradita della sua malattia, annunciata in una conferenza stampa alla vigilia di Milan-Bologna. Un incontro con i giornalisti che sin dalle prime battute ha avuto un tono ben diverso rispetto al suo primo annuncio. Sinisa sapeva con cosa andava a combattere ed era conscio che “i campanelli di allarme” erano di gran lunga inferiori rispetto alla prima volta.

Dopo un periodo con la sua famiglia, Mihajlovic tornerà dunque a guidare il suo Bologna per inseguire il record di imbattibilità dei felsinei che, dopo il pareggio con la Roma all’Olimpico, è arrivato a sei partite consecutive. Il suo Bologna, nel periodo in cui è stato ricoverato, non ha mai perso e adesso è ad un passo dal record societario di sette partite senza sconfitte, fissato dalla gestione Pioli. Difficile dire quando Sinisa riabbraccerà i suoi ragazzi, capaci quest’anno di fermare Milan, Juventus, Inter e Roma. Anche in ospedale il tecnico ha coordinato il suo staff e catechizzato i suoi genitori, che hanno assorbito la forza interiore del loro condottiero e hanno giocato ogni partita per onorarlo e aiutarlo ad uscire quanto prima dalla clinica dove era ricoverato. Pensandoci bene in realtà le partite senza sconfitte sono già sette: sei sul campo e una portata a casa da Mihajlovic, la più importante, contro un avversario molto forte.

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