napoli no ritiro

La nota ufficiale del Napoli uscita in serata in merito al ritiro annunciato dopo la clamorosa sconfitta di Empoli ha del clamoroso:

La società, la direzione sportiva, l’allenatore e lo staff hanno deciso che la cosa più importante da fare in questo momento sia quella di integrare l’abituale scheda quotidiana di allenamento. I turni di lavoro resteranno gli stessi con una grande attenzione per le singole componenti individuali e per il gruppo. Riunioni di teoria e valutazioni delle prossime partite, come sempre fatto. Il tutto integrato, e questa è la novità, da incontri serali a cena per aprirsi maggiormente su eventuali criticità, problematiche, incomprensioni, qualità di gioco, tutto per massimizzare l’eccellente qualità dei nostri calciatori dimostrata nella prima parte della stagione.

Il Napoli sta riuscendo a compiere una missione (quasi…) impossibile: farsi ridere dietro da tutta l’Italia della pedata, e non solo. Il contenuto del comunicato stampa con cui la società ha annunciato la cancellazione del ritiro “permanente”, che doveva scattare domani alla ripresa degli allenamenti rappresenta il classico autogol.

Insomma, ritirato il ritiro, nemmeno mai cominciato. Motivato dalla impossibilità di reperire un albergo disponibile, poichè Castel Volturno è pieno. Inoltre, non ci sarebbero altre location nei dintorni con un numero di camere sufficienti a soddisfare le esigenze della squadra partenopea.

Ancora una volta, dunque, le responsabilità sono di altri. In questo caso specifico, di turisti vari e bagnanti assortiti, che rendono indisponibili i resort dell’amena costiera domizia.

Chissà, forse nessuno era interessato ai proverbiali “cambio merce”, tipicamente imbastiti dal management azzurro quando si tratta di concludere affari favorevoli per il bilancio d’esercizio…

Eutanasia assistita dalla società

Se non fossimo nell’alveo del calcio d’élite, sarebbe il caso di mandare tutti a “La Corrida di Corrado“: la classica trasmissione tra il comico ed il demenziale, in cui perfetti carneadi si cimentano davanti ad un pubblico, interessato maggiormente a sbeffeggiarli sonoramente oppure prenderli bellamente per il sedere, piuttosto che apprezzarne gli sforzi artistici.

Del resto, non è raro che il Napoli prenda fischi per applausi. L’ennesimo caso di eutanasia assistita, quindi, con il beneplacito di Aurelio De Laurentiis e dei suoli sodali. Che spiega meglio di qualsiasi altro approfondimento tecnico-tattico il motivo per cui programmare qualcosa di concreto a medio termine è praticamente impossibile con questa proprietà.

Neanche stessimo parlando della bancarella del torrone alla fiera di paese…

Prove tecniche di incoerenza

Nondimeno, una strisciante sensazione di déjà vu s’è impossessata della tifoseria napoletana. Tollerante come non mai nei confronti di questo gruppo. Già avvezzo nello “stimolare” i dirigenti a repentini dietrofront: post gara di Napoli-Salisburgo docet.

Chiaramente, oggi non stiamo quì a raccontare prove tecniche di ammutinamento. Tuttavia, il fatto che la società ci abbia tenuto così tanto a puntualizzare a colpi di tweet la corrispondenza di amorosi sensi tra le sue decisioni e quelle dell’allenatore – il ritiro l’ha deciso la società; anzi l’ha deciso Luciano Spalletti con il benestare della società – rappresenta, invece, un film già visto.

Probabilmente, dal punto di vista strutturale ed organizzativo, il Napoli è talmente debole da dover subire ciclicamente queste indecorose manifestazioni di oltraggio pubblico da parte dei suoi tesserati.

Evidentemente pavidi e timorosi nei momenti topici della stagione, in mezzo al campo. Eppure, graniticamente capaci di compattarsi avverso qualsiasi tentativo della società di farsi sentire. Seppur con un istituto arcaico come quello del “ritiro punitivo”.

Un film già visto a Napoli

Un film già visto. Ma adesso bisogna terminare il campionato in maniera decorosa: mancano 5 punti per l’aritmetica conquista del posto in Champions League, indipendentemente dalla concorrenza. Un risultato, tra l’altro, meritato. Legittimato dai risultati ottenuti finora.

Pur se in rottura prolungata, la squadra deve trovare la forza emotiva per portarli a casa. Verrà poi il tempo di andare ciascuno per la propria strada. Non avrebbe alcun senso ripartire da separati in casa con chiunque senta di aver esaurito il suo ciclo all’ombra del Vesuvio: giocatore, allenatore, dirigente.

La speranza è che, nell’ipotesi malsana in cui veramente all’interno di questo spogliatoio ci sia qualche mela bacata, non abbia intaccato pure quelle buone. Altrimenti sarebbe necessario un repulisti completo a giugno.

Per adesso non deve preoccuparsi nessuno. Del resto, ci saranno “incontri serali a cena, per aprirsi maggiormente su eventuali criticità...”.

Seguici anche su Per Sempre Napoli!