A Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport Show, è intervenuto Francesco Repice, giornalista:

“Il gol di Koulibaly contro la Juve nel 2018 poteva diventare molto pesante. Sono stato concepito a Napoli, quindi la città ce l’ho nel cuore. Quando c’è la Juventus di mezzo so che non è mai finita, conosco quella gente. Incontrai tanti tifosi il giorno dopo che mi dicevano ‘È finita’ ma sapevo che poteva non essere una partita decisiva. L’emozione è stata tanta per i tifosi del Napoli, è stato bello vedere i festeggiamenti. La dimensione del Napoli non è questa, ma quella di vincere perché è Napoli, quella gente lì e ha fatto vestire la numero 10 al più grande di tutti i tempi.

È mancata un po’ di condizione fisica quest’anno, qualcuno ha le gambe vuote e me ne sono reso conto nel secondo tempo contro la Roma. Le parole di Spalletti servivano a cacciare un po’ di tossine dalle gambe dei giocatori, il calcio è fatto anche di questo. Anche Mourinho fa così, sa che può coagulare l’ambiente, i tifosi, portarsi dietro la squadra. Il Napoli ha avuto la malasorte di incontrare Roma e Fiorentina nel momento peggiore.

Una cosa è se ti trovi di fronte il Genoa, un’altra la Roma di Mourinho. Ora i giallorossi viaggiano sulle ali dell’entusiasmo, la condizione mentale è adatta a fare determinati pensieri, il momento è favorevole. Ma anche l’Inter è nella stessa situazione. Mi piacerebbe dire che solo da Roma in giù si fanno discussioni sugli arbitri. L’Italia è bella con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, smettiamola con l’ambiente di Roma, l’ambiente di Napoli. Quando succede negli scontri tra Juventus e Roma nessuno parla mai di ambiente”.