In conferenza stampa, Giampaolo ha fatto forza sulla esperienza triennale sulla panchina della Sampdoria, conscio delle difficoltà incontrate dalla squadra. La classifica è inquietante ma c’è ancora margine per evitare una caduta libera e ritrovarsi con l’acqua alla gola come i cugini del Genoa. La Samp galleggia ma il trend negativo delle ultime gare non fa dormire sonni tranquilli al tecnico, che è tornato sulle dichiarazioni a caldo del post-partita dopo la sconfitta contro l’Udinese:

Con la mia risposta “non ho capito dove sono” ho dato un po’ di materiale alla stampa e a chi frequenta i social network – comincia il mister in conferenza -. È chiaro che mi rivolgessi ai miei calciatori perché se torno alla Sampdoria, dopo esserci stato tre anni, so dove sono e conosco la realtà blucerchiata in ogni particolare. Sapevo a cosa andavo incontro: so che ci sarà da lottare fino alla fine, che bisogna alzare il livello delle prestazioni e che dovremo giocare ogni partita come se fosse l’ultima, a cominciare da quella che ci attende con la Juventus»

Marco Giampaolo sa bene come muovere le onde emotive del popolo blucerchiato, e si concentra sulla gara, che sembra proibitiva, contro una Juve in salute e motivata dalla voglia di entrare in Champions:

«La Juventus è una squadra che sa prendersi le cose che deve prendersi all’interno di una partita, lo dicono la sua storia e il campionato che sta conducendo fino a questo momento – prosegue il mister -. Dopo un inizio così così, Allegri l’ha rimessa sulla rotta giusta e in questo momento è una squadra consapevole, forte ma io mi appello sempre alla prestazione e al collettivo, come dico sempre ai miei ragazzi. Non possiamo affrontarli sul piano individuale, né tantomeno fare una prestazione non all’altezza della situazione perché il livello di attenzione in queste partite non può mancare».