Con core, grinta e soffrendo fino all’ultimo secondo, la Roma si porta a casa tre punti pesantissimi contro l’Atalanta. A decidere la contesa è il solito Tammy Abraham, che alla prima palla buona nel primo tempo fa 1-0. I giallorossi si rilanciano concretamente in zona Champions, essendo a soli 3 punti dal quarto posto in attesa della Juventus, impegnata domani contro lo Spezia. Mourinho dalla tribuna (squalificato) fa ancora i suoi effetti – per scaramanzia – dopo la vittoria di La Spezia sei giorni fa. 3 punti nel complesso meritati per i padroni di casa, che si fanno preferire nelle occasioni sfruttate, visto che di palle gol clamorose non ce ne sono state nell’arco dei 90 minuti da parte di tutte e due le squadre. Una partita maschia, non bella tecnicamente ma giocata su un alto livello d’agonismo.

La Roma si schiera con quasi lo stesso 11 che aveva vinto a La Spezia sei giorni fa: l’unico cambio è Zaniolo al posto di Veretout, con Zalewski schierato ancora a sinistra nei 5 così come Kumbulla, che da diverse partite ha preso il posto di Ibanez. Gasperini si schiera a quattro, con Zappacosta preferito a Maehle e Pasalic che fa il finto centravanti davanti a Pessina, Koopmeiners e Miranchuk. I giallorossi interpretano la gara come al loro solito, lasciando l’iniziativa agli avversari per poi cercare di ripartire. La partita è intensa e molto spezzettata da falli. Mancini sfiora il gol dopo 3 minuti da calcio d’angolo ma un grande riflesso di Musso gli dice di no.

La Dea prova a metterla sul piano del ritmo, costruisce ma fatica enormemente a concretizzare, palesando la mancanza di un attaccante. La qualità sulla trequarti non manca, ma la squadra di Gasperini gigioneggia troppo col pallone non arrivando alla sostanza. Complice anche l’attenzione dei tre difensori della Roma. Vere occasioni non ce ne sono, se non un paio di conclusioni dalla distanza. Al 32′ arriva il vantaggio dei padroni di casa, con Karsdorp che lancia in avanti uno spiovente per Zaniolo, il 22 addomestica il campanile servendo Abraham che entra in area e con un destro non irresistibile batte Musso. 20° gol stagionale per l’inglese.

Nella seconda frazione, il copione è sempre quello. L’Atalanta continua a giocare nella metà campo dei giallorossi e ha l’occasione per pareggiare con Freuler, che al 51′ si presenta davanti a Rui Patricio non riuscendo a concludere. Boga e Malinovskyi danno poco alla causa da subentranti, se non un paio di delizie per gli esteti del pallone. La gara si fa molto fallosa, volano gialli a destra e manca, soprattutto nel finale, quando la posta in palio si avvicinava. La Dea si sbilancia tanto in avanti, lasciando campo alle spalle che non viene sfruttato dalla Roma, molto stanca e poco lucida negli ultimi 15 minuti. Nel finale due rossi: uno a De Roon per proteste reiterate a Massa, l’altro a Mkhitaryan per aver spostato il pallone volontariamente con la mano.

L’Atalanta conferma il suo periodo di involuzione, con due sole vittorie nelle ultime 8. Le attenuanti degli infortuni sono credibili fino ad un certo punto, ma la sensazione è che i ragazzi di Gasperini abbiano perso un po’ di ritmo e distanze. In casa Roma, invece, può essere arrivata la gara della svolta: dopo averla battuta all’andata, i giallorossi si confermano anche al ritorno contro una big. Adesso non rimane altro che dare continuità ai risultati, fattore che è venuto a mancare fino a questo punto di stagione.

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