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“Siamo tornati” è questa la frase che riecheggia negli ambienti atalantini. La partita contro la Sampdoria ha ridato vitalità ad un ambiente demoralizzato.

L’ultima vittoria in casa dell’Atalanta era datata 30 novembre 2021 e finalmente questo lungo digiuno si è interrotto. Nell’ultimo mese, tra prestazioni al di sotto delle aspettative ed errori arbitrali, un’ombra nera aveva coperto la squadra bergamasca. Ieri questo trend negativo si è interrotto con una delle più belle partite giocate al Gewiss Stadium dell’ultimo campionato.

Possiamo individuare due protagonisti di questa serata. Il primo è Teun Koopmeiners, il centrocampista che mancava all’Atalanta. Un giocatore duttile, preciso e con il vizio del goal. Proprio nella serata del suo ventiquattresimo compleanno ha deciso di regalare a sé stesso e ai tifosi la sua prima doppietta in serie A.

Il secondo Aleksey Miranchuk che con un gesto di presa di posizione ha segnato una pagina di storia calcistica indelebile. L’attaccante russo, dopo aver segnato il goal del 4-0, al posto di esultare china la testa come a chiedere scusa al popolo ucraino per quello che sta succedendo. Un segno semplice, ma che porta con sé significati più profondi e simbolici. In fondo russi e ucraini sono due facce della stessa medaglia, un unico popolo, che soffre e chiede pace.

La squadra in generale ha giocato una buona partita, da Musso che ha portato a casa un altro clean sheet, a Pasalic, l’attaccante che non ti aspetti. L’unica nota dolente della serata è Jeremie Boga, che a sprazzi sta facendo vedere il suo valore, ma a cui serve ancora tempo per integrarsi al meglio nello scacchiere di Gasperini.

Tra il sali scendi di emozioni la certezza è che l’Atalanta sta uscendo dalla sua ora più buia e sarà pronta a dare battaglia alla Juventus per prendersi l’ultimo posto in Champions League disponibile.

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