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La bandiera dell’Inter Wesley Sneijder, in un’intervista alla Gazzetta Dello Sport, è tornato a parlare dei Nerazzurri, con in quali resta l’indelebile ricordo del Triplete vinto nel 2010. In particolare si è soffermato sull’ardua sfida che la squadra di Inzaghi dovrà affrontare questa sera, quando alle 21.00 dovrà combattere contro il Liverpool di Klopp.

«Sarà una gara molto intensa, di stampo europeo, l’Inter dovrà essere brava a reggere i ritmi della squadra di Klopp. Il Liverpool ha un organico più collaudato, più abituato a questo tipo di partite. Inzaghi sta lavorando solo da quest’anno. Ma la sua impronta è netta, decisa. Vedo troppo pessimismo in giro tra i miei amici interisti. Io dico piuttosto che l’Inter è forte, tutto è possibile, anche eliminare il Liverpool».

Trattando sempre la sfida di questa sera, c’è stato spazio anche per discutere di tattica.

«L’Inter si appoggia molto su Edin, e sarà lui la prima preoccupazione di Klopp. Dzeko è come Ibrahimovic: l’età non conta, conta solo quello che dimostri in campo. Il bosniaco è una fuoriserie. E può fare la differenza anche fino a 40 anni. Per la difesa di Inzaghi invece sarà difficilissimo cercare di fermare Salah. A lui va tolto il tempo di ragionare. Se gli lasci spazio, non hai scampo. Bisogna accorciare il campo, giocare con le linee strette. E poi…sperare che sbagli anche lui».

Sneijder e il ricordo del Triplete

Parlare con Wesley Sneijder e non soffermarsi sulla trionfale marcia dell’Inter di Mourinho verso il Triplete (in cui l’olandese è stato uno dei protagonisti) sarebbe impossibile. Per capire quali sono stati i segreti di quella squadra, anche in occasioni in cui partiva sfavorita come a Barcellona o a Londra contro il Chelsea, Sneijder ha risposto così.

“Io usavo questo trucco, mentalmente approcciavo sempre nella stessa maniera, convincendomi che potesse essere l’ultima occasione, l’ultima gara in Europa della stagione. Questa cosa in un certo senso mi liberava dalla pressione. E mi spingeva a dare il massimo. Se potessi, consiglierei la stessa cosa ai giocatori di oggi. Serve andare a mille all’ora, tenendo acceso il cervello. Solo così puoi sperare di farcela. Nel 2010 eravamo un gruppo pazzesco. Non mi è mai più capitato in carriera, avevamo un’unità d’intenti irripetibile. Ma per il resto, vedo molte similitudini con questa Inter e la mia, il parallelo funziona: i grandi giocatori, la sicurezza mentale dovuta a uno scudetto già vinto, l’entusiasmo. È una squadra bella da vedere, questa qui.”

Sneijder è stato un giocatore eccezionale, entrato da tempo di diritto nella storia dell’Inter. Proprio pochi giorni fa infatti l’olandese è stato inserito nella Hall of Fame dei giocatori nerazzurri, un titolo prestigiosissimo. Per capirci, insieme a Sneijder solo Matthaus insieme a Stankovic e Cambiasso; anche loro due eroi del Triplete.

Un uomo che ha questi colori nel sangue da tantissimi anni, e che anche con la sua nazionale si è sempre distinto come un centrocampista fantastico. Da parte dei tifosi interisti l’affetto è ricambiato: la speranza di tutti questa sera è che la profezia del “Cecchino olandese” possa avverarsi sul serio.

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