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Marco Serra è tornato a parlare dopo il “fattaccio” che lo ha riguardato in Milan-Spezia quando, non concedendo il vantaggio, ha invalidato il gol del possibile 2-1 rossonero siglato da Messias. Rizzoli e Collina hanno spesso affermato, in passato, che rendersi conto di aver fatto un errore all’interno di una gara è quanto di più difficile da superare psicologicamente.

In questo, l’arbitro è stato aiutato dagli stessi giocatori del Milan che, rendendosi conto dello sconforto della “giacchetta nera”, non hanno infierito sull’operato ed anzi hanno consolato Serra al termine del match. Un atteggiamento molto apprezzato e non comune:

“I​l gesto che hanno fatto i giocatori del Milan negli spogliatoi l’ho apprezzato molto il giorno dopo, sul momento il mio stato emotivo non me lo ha permesso. Calabria da capitano mi ha detto parole di conforto, poi passa Florenzi, che era affranto come me, poi passano Theo e Diaz e anche loro mi hanno detto di tirarmi su e reagire perché si sbaglia tutti. E poi è arrivato Ibrahimovic, la sostanza del suo discorso era: ‘ora dimostra di essere forte e reagisci’.  Adesso non vedo l’ora di tornare ad arbitrare”.

Ibra ha fatto da mental coach, Calabria, Theo e Diaz hanno rassicurato Serra, uno scenario paradossale che dovrebbe essere normale. L’arbitro è un uomo fallibile, gli atleti lo sanno. Un po’ meno i giornali, che hanno messo alla gogna Serra per una settimana e passa.

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