Nuovo anno ma solite polemiche: la prima giornata del girone di ritorno di Serie A ha fatto veramente tanto discutere. Oltre lo spettro del Covid che ha coinvolto quasi tutte le squadre del campionato, portando al rinvio di ben quattro match, anche la qualità degli arbitraggi fa molto discutere. Tra le sei partite disputate durante l’Epifania, i due big match di giornata, Milan-Roma e Juventus-Napoli, hanno dato molto materiale da revisionare alla Moviola. Così come la partita Lazio-Empoli giocata alle 14:30.

Il disorientato Giua

Ha convinto ben poco Giua che ha arbitrato il match fra Lazio ed Empoli che si è giocato allo Stadio Olimpico. Il direttore di gara è risultato inadeguato al ruolo, a dimostrarlo ci sono le sole 4 gare su 20 finora in Serie A. Nulla da dire sui due rigori assegnati, il primo all’Empoli dopo il contatto Strakosha-Di Francesco e il secondo per la Lazio con il braccio di Luperto su Immobile. Ma il bello arriva sul gol di Patric del possibile 3-3: il numero 4 manda in porta la palla da calcio d’angolo aiutandosi con la mano e succede il caos. Pasticcio di Giua che prima convalida il gol, rimane quasi 5 minuti in review con la sala VAR, indica il centrocampo per accertare il pareggio. Viene richiamato a vedere le immagini, va e dopo annulla tutto. Un casino che ha scatenato l’ira dei giocatori e di tutti i tifosi sugli spalti. Molti falli non fischiati, qualche fuorigioco inesistente e inesattezze sui calci d’angolo.

L’inadeguato Chiffi

Finita la partita di Giua a Roma, inizia quella di Chiffi a Milano per il primo big match di giornata fra Milan e Roma. Insieme ad Aureliano al VAR, il direttore di gara fa pasticci sul primo rigore assegnato ai rossoneri visto che Abraham potrebbe non averla toccata di mano. Non è riuscito nemmeno a prevenire le due risse che si sono create dopo il 2-0 dei padroni di casa. Anche sul contatto Tonali-Zaniolo non c’è stato nessun intervento ma rivedendo le immagini qualcosa c’è stato e il tiro dal dischetto sarebbe stato giusto. Stessa dinamica con Mancini e Leao ma lì l’arbitro fischia il rigore. Insufficiente su tutti i fronti, Chiffi continua a deludere le aspettative e finisce sempre per creare caos e alimentare quel risentimento che allenatori come Mourinho stanno esternando da inizio stagione.

Lo sbadato Sozza

Secondo big match di giornata, Juventus-Napoli accende le luci sulla serata di Serie A: a dirigere la gara c’è Sozza che fa il suo ma non troppo. Prima partita importante, ha il suo modo di stare in campo, con pochi fischi ma svista su ben due rigori da dare, uno per parte. Sulla punizione di Cuadrado, Mertens e Morata si tengono, lo spagnolo si posa sul lato destro del belga che poco dopo tocca la palla col braccio molto largo. Nessun fischio, nessuna revisione come nel contatto De Ligt-Di Lorenzo: il bianconero tocca da dietro l’azzurro in area ma non c’è nulla per lui. Si va avanti. Poi il gol della Juventus che risulta irregolare per via del tocco di mano di Bernardeschi all’inizio dell’azione che ha portato Chiesa al gol dell’1-1. La partita all’Allianz Stadium finisce con Sozza accerchiato dai bianconeri in protesta per un ulteriore recupero.

Cosa fare per migliorare la situazione?

Una svista dopo l’altra, una classe arbitrale che fa fatica a rendersi credibile soprattutto dopo prestazioni come queste. Già la Serie A di suo è nel caos più totale e molti gridano al campionato falsato, poi ci si mettono anche i direttori di gara a confondere sempre di più. C’è crisi nel settore ed è palpabile in tutte le categorie ma anche quelli che ora sono professionisti e considerati tali per la loro esperienza, stanno traballando troppo e non stanno lasciando un buon segno. Troppi errori, molte sviste da parte loro e tanto malcontento per le squadre che si trovano spesso penalizzate da un fischietto in bocca. E allora perché non modernizzare e cambiare radicalmente le regole? Magari rendendo pubbliche le conversazioni durante le review in sala VAR, facendo parlare i direttori di gara a fine partita. Dando la possibilità a tifosi, staff e giocatori di capirci sempre qualcosa di più senza presupporre troppo dopo quando si parla di moviola.