Il Torino di Ivan Juric chiude con una sconfitta di misura il suo girone d’andata. Una prestazione quella contro i nerazzurri, che lascia ben sperare per ciò che riguarda la fase difensiva ma che preoccupa assai per le pochissime occasioni create. I granata con l’Inter non hanno mai tirato in porta creando una sola occasione con Pjaca che però non ha centrato la porta.

BENE LA DIFESA

Partendo dalle note positive, il Toro sembra essere formazione difficilmente penetrabile. Il pressing asfissiante di Juric sui portatori di palla mantenendo la linea difensiva molto alta ne consentono un recupero palla velocissimo (la media recupero dopo palla persa è di 6 secondi). Il Toro ha fin qui incassato 19 reti di cui 8 subite negli ultimi 25 minuti. La motivazione di questo calo potrebbe essere dovuta ad uno dei principali problemi del Toro: la mancanza di seconde linee adeguate alla Serie A.

Il vero leader difensivo è senza dubbio il centrale brasiliano Gleison Bremer che sempre più sta diventando il trascinatore del gruppo granata. Il centrale granata impressiona per tempi di intervento ma soprattutto per la sua capacità di uscire palla al piede per impostare la manovra granata. Unico neo mancano alcuni suoi gol su calcio piazzato che tanto aiuterebbero a risolvere alcune partite.

toro sassuolo
Bremer a contrasto con Raspadori (fonte Twitter ufficiale Torino FC)

Ancora acerbi seppur in crescita Bongiorno e Zima soprattutto quest’ultimo ancora molto indietro per un campionato complicato come quello italiano. Bongiorno sembra invece in crescita anche se ancora alcune amnesie ne hanno minato il suo rendimento. Il prodotto del vivaio granata ha però dalla sua la giovane età un buon fisico e soprattutto una buona base tecnica sulla quale Juric sta lavorando.

In crescita anche DjiDji tornato in maglia granata dopo la disastrosa esperienza in Calabria. Inizio da incubo per lui autore di alcune amnesie difensive che sono costate molto care al Toro. Su tutte l’ingenuità nella sfida contro la Lazio con il rigore causato su Muriqi ed in seguito l’amnesia difensiva contro il Venezia costato anche lì altri 3 punti.

I NUOVI HANNO FATTO LA DIFFERENZA

Tra le note più positive se non la più positiva l’altissimo rendimento dei nuovi arrivi. Brekalo, Praet, Pjaca ma soprattutto il giovane Pobega sono i giocatori che hanno davvero fatto cambiare il rendimento ed il tasso tecnico di una squadra che oggettivamente era stata costruita male e con uno scarso spessore tecnico.

Peccato che i rinforzi siano arrivati l’ultimo giorno di mercato e che ciò abbia minato l’integrità fisica dei nuovi (Praet e Pjaca su tutti) ma soprattutto non abbiano permesso al tecnico croato di poter lavorare in ritiro con il gruppo intero per meglio far assimilare gli schemi tattici. Ora serve assolutamente riscattare i nuovi arrivi anche se il riscatto di Pobega, arrivato in prestito secco dal Milan non sarà facile. Il centrocampista milanista ha sorpreso tutti per rendimento e consistenza e per il suo acquisto a titolo definitivo serviranno molti soldi.

ATTACCO TROPPO STERILE E NODO BELOTTI

Il Toro fa fatica a segnare. Con soli 23 gol fatti il Toro è la terz’ultima squadra per reti segnate. Tra le cause pesa di sicuro il lungo infortunio del Gallo Belotti, rimasto praticamente sempre ai margini sia per i due infortuni rimediati ma anche per il nodo legato al rinnovo contrattuale a questo punto ormai quasi impossibile. Tutto il peso dell’attacco e quindi ricaduto su Tony Sanabria. Il paraguaiano è comunque giocatore su cui puntare per il futuro sia per le sue doti fisiche ma anche per la completezza del suo bagaglio tecnico.

Ottimo il contributo sia degli esterni granata che dei centrocampisti su tutti proprio Pobega. Il vero problema sembra però essere il ricambio in panchina con il solo Zaza (sul piede di partenza e praticamente ai margini del progetto di Juric) a subentrare al paraguaiano.

 L’ex bianconero sembra sempre più oggetto misterioso e quanto mai svogliato.

MALISSIMO LA PANCHINA

Il vero nodo del Toro è legato al ricambio in panchina. Se i titolari sono adeguati al gioco di Juric non si può dire lo stesso delle riserve. Non è un caso se il 50% quasi dei gol subiti sia arrivato negli ultimi 25 minuti e cioè quando le seconde linee hanno preso parte dando fiato ai titolari. Male Rincon e Baselli apparsi molto sottotono e inadeguati alla Serie A, ma soprattutto molto male Zaza. Il Toro necessita di rinforzi veri che servano per dare fiato agli 14/15 titolari.

PROSPETTIVA SALVEZZA TRANQUILLA

A questo punto per il Toro si prospetta un campionato tranquillo che potrebbe chiudersi intorno ai 45/50 punti utili per poter preparare e programmare l’anno successivo che dovrà necessariamente puntare a migliorare l’organico e magari ambire a qualcosa di più prestigioso di una salvezza tranquilla. Il tecnico Juric merita fiducia e con lui in panchina il Toro potrebbe davvero aprire un ciclo positivo magari ambendo a posizioni più consone alla sua storia ed al suo blasone.