Il 16 dicembre del 1899 Herbert Kilpin fondava i Rossoneri. Lunga, gloriosa e vincente la storia del Milan, che oggi spegne 122 candeline.

Storia“Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari!”. Con queste parole Herbert Kilpin decise di fondare una squadra che riuscisse a competere con il Genoa, dominante in Italia. Herbert era infatti un giocatore dell’Internazionale Torino, e per due volte perse il campionato in finale proprio contro i liguri. All’epoca infatti l’antenato della Serie A era un torneo a eliminazione diretta composto da pochissime squadre; e ad Herbert non andava giù perdere per due volte di fila. Così si creò il Milan, una squadra che avrebbe dovuto portare l’inferno in terra e imporre il proprio dominio in Italia.

Scudetto, Inter e tre svedesi– La leggenda iniziò subito nel 1901, al secondo anno in cui fu iscritto al campionato, con il Milan che in finale vinse contro il Genoa per 3-0. Ironia della sorte uno dei tre gol venne segnato proprio da Kilpin, quel giorno con la fascia al braccio. Nel 1908, a seguito di accese divergenze sul tesseramento degli stranieri, alcuni soci si staccarono e crearono l’altra società di Milano: l’Inter. Qui iniziò la maledizione dei fratelli Hintermann, tre svizzeri, soci dell’Inter, che pronunciarono una maledizione profetica “Finché vivremo noi quelli là non vinceranno più un campionato”. Così accadde, niente più titoli per i Rossoneri dal 1908 al 1951; fino quando tre svedesi, tali Gren, Nordhal e Liedholm, riportarono lo scudetto nella Milano del Diavolo.

Quando Dio visitò Milano– La storia del Milan non è costante, ha avuto i suoi alti e bassi. Il Diavolo è così, si prende periodi di pausa per poi mettersi in mostra con vittorie sceniche. Finito il periodo del Gre-No-Li si deve attendere che il Dio del calcio italiano passi dalla società di Via Aldo Rossi per riconquistare trofei. Piccolo e inizialmente poco propenso al lavoro difensivo, sapeva comunque esibirsi in dribbling, tiri e passaggi che nessun’altro sapeva fare. In Italia nessuno era come lui, e solo al di là dell’Atlantico un certo Pelé era meglio di lui. Se non si considera l’oriundo Sivori, è Rivera il primo Pallone D’oro italiano. Gianni, l’italiano più forte di sempre, colui che con le sue doti divine portò al Milan due Coppe Campioni e lo scudetto della stella.

Caduta e Berlusconi– Con Rivera e Nereo Rocco i Rossoneri vissero un periodo d’oro, tra i migliori della storia del Milan, che assieme al Benfica poteva spaventare un certo Real Madrid. Ma poi venne un periodo buio, fatto di due retrocessioni e di uno scandalo molto dubbio legato al calcio scommesse. Qui servì il capitale investito da Berlusconi per risollevare una squadra che già sul finire degli anni ’80, e fino a metà degli anni ’90, dominò il calcio. Forse il ricordo più bello è il 5-0 del 19 aprile 1989 contro il Real Madrid. E sotto la presidenza del Cavaliere, prima con Sacchi e poi con Capello in panchina, il Milan ottiene tutto il possibile. Con il nuovo millennio cadono lentamente i Rossoneri, il cui ultimo scudetto risale ad oggi al 2011.

Ritorno in Champions– Dopo 7 anni fuori dalla Champions League, questa stagione la rosa è tornata nella competizione più importante per club. Grazie al ritorno di Ibra, e a un Pioli che ha migliorato la rosa incredibilmente. Ora il Milan punta proprio a tornare ai grandi fasti di un tempo.

Conclusioni– Su 122 anni ci sarebbe molto, forse fin troppo, di scrivere ancora. Ma questo basta far capire quando grande e importante sia stata questa società sul calcio italiano ed europeo. Una delle big del calcio, che ad oggi vanta una storia tanto gloriosa quanto vincente. Una storia di Diavoli che nasce nel segno di Kilpin.